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THE WHO

5 ottobre 2009
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250px-Who_-_1975 The Who sono uno storico gruppo musicale rock inglese originario di Londra, considerato tra le maggiori band Rock ‘n Roll di tutti i tempi. Le prime apparizioni dal vivo degli Who risalgono al 1964, con quella che è considerata la storica line up del gruppo: Pete Townshend (chitarrista e autore della maggior parte delle canzoni), Roger Daltrey (voce), John Entwistle (basso elettrico) e Keith Moon (batteria). Dopo un breve periodo da portabandiera del movimento Mod inglese, gli Who raggiungono il successo nel 1965, con l’uscita dell’album My Generation, il cui omonimo brano si dimostra essere il primo inno generazionale, nonché uno dei pezzi ancor oggi più conosciuti e rappresentativi della band, oltre ad essere inserito nel 2004 dalla rivista Rolling Stone all’undicesimo posto nella classifica delle 500 più importanti canzoni di tutti i tempi.

In A Quick One, pubblicato nel 1966, è possibile notare il progredire della ricerca musicale di Townshend verso la realizzazione di un’ opera rock a carattere teatrale, che si concretizzerà poi in Tommy (1969) e nella più matura Quadrophenia (1973), nel cui film associato si fece notare un giovanissimo Sting. Del 1979 è anche un documentario sulla storia del gruppo dal titolo The Kids Are Alright (in Italia Uragano Who).

Tra i principali protagonisti della Swinging London, l’influenza della loro musica si può notare nei contemporanei Beatles e Rolling Stones, un’onda lunga che va dai Led Zeppelin ai Sex Pistols, dagli U2 agli Oasis passando per i Pearl Jam.

È particolarmente discusso l’inserimento degli Who all’interno del genere proto-punk, ovvero a quella derivazione del garage rock che a metà anni settanta porterà Ramones, Sex Pistols, The Clash ed altre band a creare il punk rock ed in particolare il punk 77. La distanza stilistica degli Who con altre band appartenenti al proto punk è evidente, tuttavia le innovazioni stilistiche apportate dagli Who al rock, soprattutto nell’uso della batteria fanno propendere alcune fonti a ritenere che la band appartenga al genere suddetto.

Dopo la scomparsa di Keith Moon, morto nel 1978, e di John Entwistle, nel 2002, Townshend e Daltrey continuano a proporre dal vivo i loro brani più classici, accompagnati da Pino Palladino al basso e Zak Starkey (figlio di Richard, meglio conosciuto come Ringo Starr) alla batteria.

Nel 2006, gli Who hanno pubblicato il loro primo disco registrato in studio da It’s Hard del 1982, intitolato Endless Wire. Storia del gruppo 250px-Pete_Townshend_Windmill-(jha)Nella formazione embrionale nel periodo 1962 e 1963, il gruppo si chiamava The Detours e suonava per lo più pezzi rhythm and blues. Cambiarono il loro nome in The Who nel 1964, e con l’ingresso in formazione nello stesso anno di Keith Moon la formazione classica era al completo. Infatti per i seguenti 14 anni gli Who sarebbero stati: Roger Daltrey alla voce, Pete Townshend alla chitarra elettrica, John Entwistle al basso, e Keith Moon alla batteria. Per un breve lasso di tempo durante il 1964, sotto la direzione di Peter Meaden, cambiarono il nome in The High Numbers. In questo periodo pubblicarono un singolo che non riscosse alcun successo, Zoot Suit/I’m The Face. Visto il fallimento del lavoro, il gruppo licenziò Meaden e riprese il nome The Who.Il primo successo del gruppo fu il singolo I Can’t Explain del 1965, seguito subito dopo da Anyway, Anyhow, Anywhere. Ma la band conobbe il vero successo dopo la pubblicazione del primo album, My Generation, (nella versione statunitense intitolato The Who Sings My Generation), avvenuta sempre nel 1965. L’album includeva molti classici della musica mod, come The Kids are Alright e la traccia omonima My Generation, che conteneva la famosa strofa “Hope I die before I get old” (“spero di morire prima di diventare vecchio”). Altri pezzi di successo del periodo furono il singolo del 1966 Substitute, I’m a Boy (sempre del 1966), Happy Jack (che trattava di un giovane con disturbi mentali) e Pictures of Lily del 1967, un tributo alla masturbazione,[14] seguiti subito da I Can See For Miles e Magic Bus.
Benché avessero già raggiunto una notevole fama grazie ai numerosi singoli di successo pubblicati, gli Who, o per meglio dire Pete Townshend, avevano degli obiettivi più ambiziosi, e durante gli anni la loro musica sarebbe diventata sempre più complessa, ed i testi sempre più provocatori. Townshend voleva inoltre trattare gli album degli Who come un lavoro unico, non come una serie di canzoni apparentemente non connesse tra di loro. Il primo segno di questa tendenza lo si avvertirà nell’album A Quick One del 1966, che include il medley A Quick One While He’s Away, che successivamente verrà etichettato dallo stesso Townshend come una mini opera. A Quick One sarà seguito da The Who Sell Out del 1967, un concept album che suona come una stazione radio pirata, inclusi gli stacchi pubblicitari umoristici. Questo lavoro include un’altra mini opera rock, chiamata Rael, ed anche il miglior singolo statunitense del gruppo, I Can See For Miles.

Gli Who erano noti al tempo anche per la loro abitudine di distruggere gli strumenti durante le esibizioni. Famosa fu quella del Monterey Pop Festival del 1967, fatto che si ripeterà anche nel programma Smothers Brothers Comedy Hour, con dei risultati letteralmente esplosivi, dato che la batteria di Keith Moon esplose realmente sul palco, causando una temporanea perdita dell’udito a Pete Townshend. Il successo e le situazioni precedentemente descritte risulteranno nella prima intervista di Townshend al magazine inglese Rolling Stone. Townshend rivelò in questa intervista che il gruppo stava lavorando per la realizzazione di una opera rock completa. Questa si concretizzerà nell’album Tommy del 1969, la prima opera rock di successo mai registrata.

Durante questo periodo gli insegnamenti spirituali di Meher Baba (cui sarà anche intitolata la canzone Baba O’Riley) iniziarono ad influenzare i testi di Townshend, ed infatti nell’album Tommy egli viene accreditato come “Avatar”. Oltre al successo commerciale, Tommy ricevette dei riscontri molto positivi anche dalla critica. Life Magazine dichiarava che per la chiara potenza, l’invenzione e la brillantezza della performance, Tommy surclassa qualsiasi cosa sia mai uscita da uno studio di registrazione. Melody Maker dichiarava invece: sicuramente The Who sono adesso il gruppo di riferimento secondo il quale giudicare tutti gli altri.

Gli Who eseguiranno buona parte di Tommy al festival di Woodstock del 1969. Questa performance, ed il susseguente film, lanceranno gli Who come superstar anche negli Stati Uniti d’America. Peraltro la loro perfomance fu interrotta da Abbie Hoffman, un attivista e politico statunitense, esponente della sinistra radicale degli Stati Uniti (New Left), cofondatore dello Youth International Party (Yippies) per fare un discorso di protesta contro l’imprigionamento di John Sinclair del Partito delle Pantere Bianche (White Panther Party). Il chitarrista degli Who Pete Townshend non prese bene l’interruzione dell’esibizione del suo gruppo, ebbe un breve ma duro scambio di parole con Hoffman ed infine lo colpì con la sua chitarra. Pete Townshend affermò successivamente di essere d’accordo con Hoffman riguardo l’imprigionamento di John Sinclair. Anni 70: 250px-Pete_Townshend_and_Roger_Daltrey_(Philly_2008) Nel 1970 gli Who pubblicano Live at Leeds, che viene spesso indicato come “best live rock album” di sempre. Sempre nello stesso anno iniziarono a lavorare per la realizzazione di un nuovo disco in studio, che non verrà però portato a termine. Le motivazioni sono da ricondurre principalmente al fatto che Townshend dopo aver scritto il pezzo Pure and Easy, indicato come il perno intorno a cui avrebbe dovuto girare l’ambizioso concept album/progetto Lifehouse, distrasse se stesso e gli altri componenti del gruppo dal lavoro per il nuovo album in studio.

Lifehouse non fu mai completato nella forma in cui fu progettato (fu invece adattato per la trasmissione via radio, cosa che avvenne alla BBC nel 2000, e molto del materiale fu successivamente pubblicato da Townshend in un album composto da 6 CD e fruibile direttamente attraverso il sito ufficiale dello stesso Townshend). Nel marzo del 1971 il gruppo iniziò le registrazioni del materiale disponibile di Lifehouse con Kit Lambert a New York, registrazioni che vennero successivamente continuate con Glyn Johns ad aprile. Il materiale selezionato andrà a formare l’album Who’s Next, che diverrà l’album di maggior successo sia di critica che di pubblico, ma che di fatto farà terminare il progetto Lifehouse. Altre tracce di Lifehouse si troveranno come singoli non compresi in album, e in altri lavori durante i seguenti anni, come in Odds & Sods, e anche nel disco solista di Townshend Who Came First. Who’s Next diventerà uno dei primi album rock di successo a presentare l’utilizzo massiccio dei sintetizzatori. Il lavoro raggiunse la posizione 4 nelle classifiche pop statunitensi e la prima posizione in quelle inglesi. Il singolo Won’t Get Fooled Again diverrà il primo singolo di successo contenente il suono dei sintetizzatori. Who’s Next fu seguito nel 1973 da Quadrophenia, disco che si avvicina più a un monologo che a un’opera rock (troviamo infatti al suo interno solo poche parti cantate da altri elementi); nonostante ciò è forse l’album in assoluto più famoso della band dopo Tommy. Il filo conduttore di Quadrophenia è la storia di un adolescente di nome Jimmy, riguardante la sua ricerca d’identità e i connessi problemi mentali, i quali vengono inseriti nel contesto della lotta tra Mods e Rockers dei primi anni sessanta in Inghilterra, in particolar modo delle lotte tra le due fazioni di Brighton. Il disco riprende circa 5 giorni della vita del ragazzo, fino a che, disperato perché i suoi tentativi di costruirsi una vita sociale sono vani, viene cacciato di casa dai genitori quando essi scoprono che il figlio conservava del blues (una sorta di droga sconosciuta). Successivamente iniziano le sue disavventure che, contrariamente a quel che di solito si crede, non terminano in modo tragico. Infatti, nella scena finale del film tratto dall’opera rock, che è poi la stessa scena iniziale, Jimmy si allontana dalla scogliera dopo aver catapultato in mare la propria Lambretta, simbolo del sogno impossibile di realizzare un’identità mod, alludendo così ad un possibile ritorno alla responsabilità individuale. Il lavoro raggiunse la 2^ posizione nella classifica statunitense di Billboard. Durante il tour promozionale del disco negli Stati Uniti, nel corso del concerto del 20 novembre 1973 a San Francisco, Keith Moon collassò per due volte sul palco a causa di un’overdose di tranquillante per cavalli, e fu sostituito per gli ultimi due pezzi dello show da un diciannovenne del pubblico, Scott Halpin.

Gli ultimi dischi del gruppo contenevano al loro interno diversi contenuti incentrati sulle vicende personali di Townshend, e questa sarebbe stata una caratteristica anche negli album solisti del chitarrista, come in Empty Glass. Anche l’album del 1975, The Who by Numbers, contiene molti pezzi dai toni introspettivi, compreso il singolo Squeeze Box. Nello stesso anno venne realizzata la versione cinematografica dell’album Tommy, diretta da Ken Russell, avente come protagonista Roger Daltrey, e che valse a Pete Townshend una nomination all’Academy Award come “Best Original Score”. Nel 1976 gli Who suonarono al Charlton Athletic Football Ground, concerto che fu inserito per oltre un decennio nel Guinness dei primati come “concerto dal volume più alto di sempre”.

Nel 1978 il gruppo pubblicò Who Are You, caratterizzato da un suono più orientato alle radio. L’album conteneva comunque una canzone da una rock opera incompleta di John Entwistle. La pubblicazione del lavoro fu oscurata dalla morte del batterista Keith Moon, avvenuta improvvisamente nel sonno a causa di una overdose di farmaci, poche ore dopo un party organizzato da Paul McCartney. Kenney Jones, ex The Small Faces e The Faces, si unì al gruppo in sostituzione di Moon. Nel 1979 gli Who ritornarono ad esibirsi con diversi concerti al Rainbow Theatre di Londra, al Cannes Film Festival in Francia, ed al Madison Square Garden di New York. Nell’autunno dello stesso anno il gruppo acconsentì ad effettuare un mini tour degli Stati Uniti. La serie di concerti venne funestata da una tragedia avvenuta il 3 dicembre 1979 a Cincinnati, Ohio. Una tribuna del Riverfront Coliseum crollò prima dell’inizio del concerto, causando la morte di undici persone del pubblico. Il gruppo venne avvertito del fatto solo a concerto concluso, dato che le autorità preventivarono molti più problemi nel caso il concerto venisse cancellato. I componenti del gruppo rimasero molto colpiti da quella notizia. Sempre nel 1979 venne realizzato un documentario chiamato The Kids Are Alright e una versione cinematografica di Quadrophenia, film che riscosse un grosso successo in Inghilterra. Il 17 dicembre del 1979 gli Who divennero il terzo gruppo, dopo Beatles e The Band, ad essere ospitati sulla copertina di Time Magazine. L’articolo scritto da Jay Cocks, trattava in maniera positiva i componenti del gruppo e la loro posizione nella musica rock. Anni 80:250px-Simon_Townshend_and_Roger_DaltreyGli Who avrebbero realizzato altri due album in studio con Jones come batterista, e precisamente Face Dances nel 1981 e It’s Hard nel 1982. La perdita di Keith Moon costituì un duro colpo per la parte ritmica del gruppo. I due album registrati con Jones infatti avrebbero impresso una svolta decisa verso il pop. Nonostante buoni riscontri di vendita, con la rivista Rolling Stone che attribuì addirittura cinque stelle a It’s Hard, molti fan non avrebbero apprezzato il nuovo sound del gruppo. Dopo la pubblicazione di It’s Hard il gruppo partì per la tournée di addio. L’evento venne organizzato dopo che Townshend dichiarò il suo alcolismo e la sua successiva disintossicazione. L’artista infatti affermò che avrebbe voluto realizzare un ultimo tour con la band prima che divenisse un gruppo dedito solo a lavori di studio. La richiesta di biglietti, dopo tali dichiarazioni, diventò naturalmente frenetica. Fu il più lungo tour dell’anno, che avrebbe fatto registrare il tutto esaurito in numerosi stadi e arene del nord America.

Dopo il completamento del tour in nord America nel dicembre 1982, Townshend passò parte del 1983 nel tentativo di scrivere materiale per l’ennesimo album in studio del gruppo, previsto dal contratto firmato con la Warner Bros. nel 1980. Verso la fine del 1983, tuttavia, Townshend dichiarò di non essere in grado di produrre il materiale per il nuovo album, e in una dichiarazione pubblica del dicembre 1983 annunciò la sua decisione di lasciare il gruppo. Townshend si concentrò allora sul suo lavoro da solista, e pubblicò gli album White City: A Novel, The Iron Man: A Musical (che ospita apparizioni di Daltrey ed Entwistle, nonché due canzoni accreditate agli Who) e Psychoderelict, precursore del lavoro per la radio Lifehouse, una sorta di opera rock sci-fi. Il 13 luglio 1985, i componenti degli Who incluso Kenney Jones si riformarono per esibirsi al Live Aid allo stadio di Wembley. Il gruppo eseguì My Generation, Pinball Wizard, Love Reign O’er Me, e Won’t Get Fooled Again. Per un problema tecnico della BBC presentatosi all’inizio di My Generation, la maggior parte del pezzo non verrà ascoltato dai telespettatori. Nel 1988 il gruppo fu insignito dalla British Phonographic Industry del Lifetime Achievement Award. Il gruppo suonò un breve set di pezzi durante la cerimonia di consegna del premio. Questa sarà anche l’ultima esibizione di Kenney Jones con gli Who. Il loro reunion tour più noto fu quello del 1989, incentrato principalmente su Tommy. Durante questo tour il ruolo di batterista verrà ricoperto da Simon Phillips, collaboratore di vecchia data di Townshend. Anche in questo caso la richiesta di biglietti fu notevole, e portò un’altra volta al tutto esaurito negli stadi del nord America, incluse quattro serate di seguito al Giants Stadium. In tutto vennero venduti 2 milioni di biglietti. Anni 90: 250px-Roger_Daltrey&Pete_Townshend_06-2005Nel 1990, il primo anno in cui potessero essere proposti, gli Who vennero nominati per l’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame. Gli Who vennero descritti come i primi candidati ad aspirare al titolo di “World’s Greatest Rock Band”. Solo i Beatles ed i Rolling Stones ricevettero la stessa presentazione alla Rock Hall. Nel 1991 il gruppo registrò una cover del pezzo di Elton John Saturday Night’s Alright For Fighting per un album tributo. Questa fu anche l’ultima incisione in studio di John Entwistle con gli Who. Pete Townshend andò in tour nel 1993 per promuovere il suo album Psychoderelict, e Entwistle partecipò ad una serata suonando in molti pezzi insieme a Townshend. Nel 1994 si diffuse la notizia che gli Who avrebbero fatto un tour per il loro trentesimo anniversario dalla fondazione del gruppo. Poi il tour non si fece, ma Roger Daltrey compì 50 anni e celebrò l’evento con due concerti alla Carnegie Hall. Queste esibizioni inclusero come ospiti sia John Entwistle che Pete Townshend, anche se i tre non suonarono insieme. Daltrey andò in tour lo stesso anno con l’accompagnamento di un’orchestra e con Entwistle come ospite speciale. La formazione per questo tour comprendeva anche John “Rabbit” Bundrick alle tastiere, Zak Starkey alla batteria e Simon Townshend alla chitarra in sostituzione del fratello Pete. Sebbene Pete Townshend diede il consenso a Daltrey di chiamare questo gruppo The Who, Daltrey non accettò. Il tour, chiamato Daltrey Sings Townshend, non ebbe comunque il successo sperato.

Nel 1996 fu chiesto a Townshend di riformare il gruppo per esibirsi ad un concerto ad Hyde Park. Egli contattò quindi Entwistle e Daltrey, che accettarono la proposta. L’idea di Townshend consisteva nell’esecuzione di Quadrophenia in chiave acustica, con l’utilizzo di parti del film da proiettare sugli schermi. Al gruppo si unì Zak Starkey alla batteria (benché fosse inizialmente riluttante all’idea), Bundrick alle tastiere e Simon Townshend alla seconda chitarra. Venne inoltre incluso Jon Carin come tastierista aggiunto, una sezione fiati, diversi coristi, e molti ospiti furono invitati a partecipare alla performance (tra gli altri David Gilmour, Ade Edmondson, il giornalista Trevor McDonald e Gary Glitter (che colpì incidentalmente Daltrey ad un occhio con l’asta di un microfono proprio il giorno prima del concerto). L’intera rappresentazione fu narrata da Phil Daniels che impersonò Jimmy, il mod protagonista della storia. Nonostante qualche difficoltà tecnica, lo spettacolo ebbe un grosso successo, tanto da essere replicato per sei serate consecutive (che registrarono il tutto esaurito) al Madison Square Garden di New York. Queste esibizioni non verranno comunque eseguite sotto il nome The Who.

Il successo di queste esibizioni portò ad un tour negli Stati Uniti e in Europa. Lo show venne riadattato per il tour ed includeva molti classici degli Who come bis. Il tour venne eseguito sotto il nome dei componenti del gruppo, e a volte sotto il nome The Who, probabilmente per aiutare la vendita dei biglietti.

Dopo il successo del tour, gli Who si sciolsero per l’ennesima volta. Townshend si dedicò ad esibizioni principalmente in acustico, Entwistle si dedicò ad esibirsi con il suo gruppo, The John Entwistle Band, e Daltrey andò in tour con The British Rock Symphony eseguendo brani degli Who ed altri pezzi classici del rock accompagnato da un’orchestra.

Verso la fine del 1999, gli Who si riunirono in formazione a cinque con Bundrick e Starkey, e si esibirono per diversi concerti di beneficenza in piccoli locali. Molti dei pezzi eseguiti in questo periodo erano estratti da Who’s Next ed includevano anche pezzi non eseguiti da oltre 30 anni. ( 2000 ) Oggi: 250px-PetetownshendIl successo delle esibizioni del 1999 portarono allo svolgimento di un tour negli Stati Uniti nell’estate del 2000, e nel novembre dello stesso anno ad un tour in Inghilterra. Il tour terminò con un concerto per beneficenza alla Royal Albert Hall in favore della fondazione per la ricerca sul cancro nei giovani. All’esibizione (che venne poi realizzata su CD e DVD) parteciparono anche altri artisti. Grazie alle numerose recensioni positive ricevute, i tre componenti rimanenti degli Who discussero della possibilità di entrare in studio per la registrazione di un nuovo album.

Nell’ottobre 2001 ci fu l’esibizione al Concerto per New York City, e durante lo stesso anno ricevettero il Grammy Lifetime Achievement Award.

Prima dell’inizio del tour dell’estate del 2002, il bassista John Entwistle venne trovato morto nella sua stanza all’Hard Rock Hotel di Las Vegas, Nevada. L’autopsia rivelò che benché non avesse subito un’overdose, una modesta quantità di cocaina venne trovata nel suo organismo e questo contribuì al fatale attacco di cuore che Entwistle ebbe. Questo fu in pratica il risultato di anni di uso regolare di cocaina, ipertensione, e gli anni passati a fumare sigarette. Dopo un breve ritardo, il tour iniziò con Pino Palladino in sostituzione di John Entwistle. Molti concerti del tour vennero poi realizzati ufficialmente su CD per la Encore Series 2002. Prima dell’inizio del tour vennero provati dei nuovi pezzi (Real Good Looking Boy e Certified Rose), come anche vecchi classici come I Can’t See for Miles, ma a causa della morte di Entwistle non vennero eseguiti. Nel settembre 2002 il periodico Q Magazine inserì gli Who nella lista dei “50 gruppi da vedere prima di morire” (“50 Bands to See Before You Die”).

Nel 2004 gli Who registrarono due nuove canzoni (Old Red Wine e Real Good Looking Boy, con al basso Pino Palladino nella prima e Greg Lake nella seconda), che andarono a far parte della raccolta di singoli The Who: Then and Now. Dopo la pubblicazione di questa raccolta, il gruppo fece una mini tournée mondiale di 18 date, toccando il Giappone, l’Australia, l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Anche in questo caso i concerti vennero pubblicati su CD come parte delle Encore Series 2004. Il gruppo fece anche da headliner al festival dell’isola di Wight, e il periodico Rolling Stone li inserì alla posizione 29 della lista dei 100 migliori gruppi di sempre (the 100 Greatest Artists of All Time).[37] 220px-Pete_Townshend_2007 Gli Who annunciarono quindi di voler pubblicare nella primavera del 2005 un nuovo album da studio, il primo da 23 anni a questa parte (album che ebbe il titolo provvisorio di “WHO2”). Nel marzo del 2005, il sito web di Pete Townshend annunciò che la pubblicazione dell’album era stata rinviata a data da definirsi, e che i programmati tour in Inghilterra e Stati Uniti erano da considerarsi anch’essi annullati. Le cause di questi rinvii furono in parte dovute alla lentezza nella registrazione del nuovo materiale, ed in parte al coinvolgimento di Zak Starkey nel tour degli Oasis. Nel luglio del 2005 il gruppo si esibì al Live 8 dal palco di Londra, eseguendo Who Are You e Won’t Get Fooled Again, con alla batteria Steve White (batterista di Paul Weller e fratello maggiore dell’ex batterista degli Oasis Alan White) e al basso Damon Minchella (bassista negli Ocean Colour Scene) che sostituì Pino Palladino (in tour in sud America con Jeff Beck). Sempre nel 2005 il gruppo viene inserito nella UK Music Hall of Fame.

Roger Daltrey eseguì un pezzo commissionato per l’occasione, Highbury Highs, alla cerimonia di addio allo stadio di Highbury dopo l’ultima partita dell’Arsenal tenutasi in quello stadio contro il Wigan il 7 maggio 2006.

Il 3 ottobre 2006, tramite il portale iTunes vennero pubblicati due singoli prima della pubblicazione del nuovo album Endless Wire. I pezzi hanno il titolo di Tea & Theatre e It’s Not Enough. Endless Wire verrà pubblicato il 30 ottobre 2006, e sarà il primo album in studio del gruppo dopo It’s Hard del 1982. Durante il 2006 vincono il Freddy Mercury Lifetime Achievement ai Live Music Award.

Il 6 novembre 2007 verranno pubblicati due DVD, Amazing Journey: The Story of the Who e Amazing Journey: Six Quick Ones. Il primo DVD comprende nuove interviste ai componenti sulla storia del gruppo e rari spezzoni di esibizioni dal vivo, mentre il secondo traccia il profilo individuale dei componenti e include il filmato di registrazione del pezzo del 2003 Real Good Looking Boy. La loro influenza: Thejam Gli Who sono stati tra i gruppi più influenti della musica rock. Con il loro approccio progressivo nella scrittura degli album ed i loro concerti emozionanti si sono confrontati molti artisti. Lo stile hard rock che hanno preso dalla scena musicale inglese è stato in grado di aprire il palcoscenico per gruppi come i Led Zeppelin e The Clash. Con il loro periodo iniziale nel Mod, gli Who hanno inizialmente favorito la nascita del Mod Revival influenzando molto gruppi come i The Jam; in seguito ciò ha ispirato molti, se non tutti, i maggiori gruppi dell’ondata Britpop di metà degli anni ’90 britannici. Gruppi come i Blur, gli Oasis, gli Stereophonics e gli Ash hanno avuto una grande fonte d’ispirazione nei lavori dei quattro di Londra, specialmente nell’ideale della Cool Britannia, che esprimeva un orgoglio britannico, espresso da molti artisti degli anni ’90 ed associato ai primi anni del governo New Labour di Tony Blair.

Gli Who sono stati anche chiamati The Godfathers of Punk (i Padrini del Punk) in molte pubblicazioni, così come anche nel film di Spike Lee Summer of Sam. Parte della nascita del movimento punk e del punk rock si deve alla loro aggressività, violenza ed al loro atteggiamento arrogante sul palco. Gli MC5, i Ramones, i Sex Pistols, i Clash, i Generation X, i Green Day, e molte altre band punk e proto-punk hanno subito fortemente il loro ascendente. Proprio quest’ultimo gruppo non ha mai fatto mistero di ammirare moltissimo la band di Townshend&co, tanto che nel suo secondo album Kerplunk! ha inserito una cover di My Generation.

Al gruppo è attribuita la realizzazione di un’opera rock e di uno dei primi concept album di rilievo. Seguendo le orme di Tommy, si sono realizzati, tra gli altri, The Rise and Fall of Ziggy Stardust di David Bowie, The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis, Thick as a Brick dei Jethro Tull e The Wall dei Pink Floyd. Recentemente, l’idea è stata adottata dai Flaming Lips in Yoshimi Battles the Pink Robots e dai Green Day con American Idiot.

Nel 1967 Pete Townshend ha coniato la frase power pop per descrivere il suono dei singoli degli Who degli anni ’60. Gli artisti principali del power pop degli anni ’70, dai Raspberries ai Cheap Trick, hanno preso molta della loro ispirazione dagli Who.

La loro influenza può essere anche vista nel loro utilizzo innovativo dei sintetizzatori nella musica rock[44] con Who’s Next, dove lo strumento veniva utilizzato cospicuamente, in particolare nel singolo Won’t Get Fooled Again, che divenne il primo singolo ad essere spinto da una traccia sintetizzata.

My Generation è probabilmente la canzone del gruppo a contare il maggior numero di cover. L’hanno cantata gli Iron Maiden, gli Oasis, i Pearl Jam, Patti Smith, i Green Day, i McFly ed Hilary Duff. Gli Oasis l’hanno utilizzata come traccia conclusiva nel tour del 2005. I The Zimmers, conosciuti come la più vecchia rock band, ne hanno realizzato una versione scherzosa ed utilizzata come loro primo singolo, che sarebbe poi divenuto una hit nel Regno Unito. David Bowie ha fatto cover di I Can’t Explain, Pictures of Lily ed Anyway, Anyhow, Anywhere. I Sex Pistols hanno cantato Substitute nei loro primi concerti. I Clash hanno utilizzato il riff di I Can’t Explain in Clash City Rockers e Guns on the Roof. I Pearl Jam hanno suonato Baba O’Riley e The Kids are Alright nei tour degli anni ’90 e ’00. Hanno suonato anche altre canzoni degli Who comeLeaving Here, Blue, Red, & Grey, Naked Eye e Love, Reign O’er Me, di cui anche Graziano Romani ha eseguito una cover nel 2002, inclusa poi nell’album Lost And Found: Songs For The Rocking Chairs. Il gruppo tedesco Scorpions ha realizzato una cover di I Can’t Explain, mentre la band Shock rock W.A.S.P. ha cantato The Real Me. I Van Halen hanno suonato Won’t Get Fooled Again nell’album live del 1993 Live: Right Here, Right Now, definendola esplicitamente come un tributo agli Who, e, nel 1995, i Phish hanno eseguito Quadrophenia per il loro secondo concerto annuale di Halloween, nel quale per tradizione eseguono l’album di un altro gruppo per intero. L’esibizione è stata poi pubblicata nel disco dal titolo Live Phish Volume 14. Anche i Grateful Dead hanno suonato Baba O’Riley all’inizio degli anni ’90, così come i Nirvana. I Rush hanno pubblicato una versione di The Seeker nell’EP del 2004 Feedback e suonata nel tour R30 dello stesso anno. I Limp Bizkit hanno pubblicato una cover di Behind Blue Eyes mixata con la canzone dei The Verve Bittersweet Symphony nell’album del 2004 Results May Vary. Pinball Wizard è diventata un classico nei concerti di Elton John, che l’aveva interpretata nella versione cinematografica di Tommy del 1975, e i McFly l’hanno pubblicata come B-side del singolo dello stesso anno I’ll Be Ok e suonata anche nel loro tour del 2005. Fish (ex Marillion) ha cantato The Seeker nel periodo di Songs from the Mirror. Molti altri artisti, da Buddy Rich a Richard Thompson, dagli U2 a Petra Haden (che ha cantato The Who Sell Out nella sua interezza), hanno realizzato cover degli Who.

La musica degli Who è ancora eseguita in pubblico da molte tribute band, come The Wholigans, Who’s Next USA, Bargain, The Relay e The Ohm, negli Stati Uniti, Who’s Next UK, Who’s Who UK e The Whodlums nel Regno Unito,I Sostituti in Italia.

La canzone Eminence Front appare nella colonna sonora del videogame Grand Theft Auto: San Andreas. La serie televisiva CSI: Crime Scene Investigation ha per colonna sonora alcune canzoni degli Who: Who Are You (CSI: Crime Scene Investigation), Won’t Get Fooled Again (CSI: Miami), Baba O’Riley (CSI: New York). Michael Moore ha chiesto a Pete Townshend l’utilizzo di Won’t Get Fooled Again per il suo documentario Fahrenheit 9/11, utilizzo che gli è stato negato, in quanto il cantante lo trova “borioso” e perché favorevole alla guerra in Iraq, a differenza del regista. Tuttavia, va aggiunto che in tempi successivi, Townshend ha dichiarato che, sebbene innegabilmente era stato favorevole all’intervento militare, ora, “come milioni di altre persone, non sono più così sicuro che fosse la scelta giusta” (“like millions of others, I am less sure we did the right thing”)

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Biografia: Infanzia e gioventù e, Fama del ” EL BLASCO “

30 settembre 2009

  Vasco Rossi nasce a Zocca, paesino dell’appennino tosco-emiliano tra Modena e Bologna, il 7 febbraio 1952. Il nome gli viene dato dal padre Giovanni Carlo, di professione camionista, in omaggio a un omonimo compagno di prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale. Trascorre un’infanzia serena, circondato dall’affetto della sua famiglia, mostrando un carattere timido.

Fin da bambino, su decisione della madre Novella Corsi, casalinga appassionata di musica, viene iscritto a scuola di canto dal maestro Bononcini e inizia ad appassionarsi al mondo della musica. A 13 anni vince l’Usignolo d’oro, una manifestazione canora modenese, nata per contrastare lo Zecchino d’oro, mentre a 14 anni entra a far parte del suo primo gruppo musicale, chiamato “Killer”, nome successivamente trasformato in un più rassicurante “Little Boys”;[6] del gruppo fa parte anche Marco Gherardi, che più volte sarà compagno di avventura di Vasco.

Nel 1967, ottenuta la licenza media, la famiglia lo iscrive all’istituto dei salesiani San Giuseppe a Modena, per conseguire il diploma. L’esperienza in collegio si rivela traumatica: i tutori, infatti, si mostrano molto severi e Vasco inizia ad avere un carattere ribelle, che lo porta ad essere poco propenso alle rigide regole dell’istituto; inoltre, lega poco con i compagni di collegio, che tendono a isolarlo e schernirlo per le sue origini di paese. È un periodo che segnerà profondamente il carattere di Vasco Rossi: il pessimo rapporto con i salesiani, influenzerà il suo rapporto con le figure ecclesiastiche, mentre sviluppa una sorta di complesso per le sue origini montanare, con cui impara a convivere col tempo, senza riuscire a superarlo del tutto perfino in età adulta. Scappa due volte, rifugiandosi a casa di una zia a Bologna, e, in seguito alla seconda fuga, il padre si rassegna a iscriverlo al ragioneria Tanari del capoluogo emiliano, dove alloggia presso la casa della zia e dove consegue il diploma, senza demeritare né brillare negli studi.

Vasco vive a Bologna in un periodo di particolare fermento, quando divampa la contestazione studentesca, e la città è particolarmente coinvolta. Appoggia le posizioni anarchiche, anche se non si distingue per la partecipazione alle lotte politiche, cui resta fondamentalmente indifferente. È molto affascinato, invece, dal mondo del teatro, tanto che matura il sogno di iscriversi al DAMS per frequentare il corso di Teatro alternativo, ma il padre non approva l’idea, pertanto, nell’autunno del 1972 si vede costretto ad iscriversi a Economia e commercio a Bologna. Pochi mesi prima aveva aperto, insieme a Marco Gherardi, suo amico di infanzia, un piccolo locale, il “Punto Club”, nei pressi di Zocca, che più tardi diventerà una vera e propria discoteca; in questo primo periodo viene utilizzato come base per organizzare feste ed eventi, e Vasco si spende per l’organizzazione con discreti risultati.

Rossi si trasferisce dalla casa della zia per andare a vivere presso una casa in affitto, sempre a Bologna, insieme a due amici, e decide di prendere seriamente l’impegno universitario; tuttavia, dopo un buon inizio, si lascia sedurre dalla turbolenza della Bologna di quegli anni. Si iscrive al Manifesto, continuando però a restare sempre piuttosto ai margini della lotta politica; frequenta poi il Teatro Evento di Bologna, per il quale firmerà qualche regia e qualche presenza come attore; e, infine, si fidanza con Paola Panzacchi, una convinta femminista, iniziando una storia d’amore molto difficile, da cui uscirà “con le ossa rotte”, e che lo porterà ad avere posizioni sempre più maschiliste. Inoltre, amplia notevolmente la sua cultura musicale: oltre agli italiani Lucio Battisti, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, ascolta molto rock anglosassone, soprattutto i Rolling Stones.

Nel 1974, abbandona definitivamente Economia e Commercio,e si iscrive a Pedagogia, più affine alle sue inclinazioni, tanto che abbandonerà gli studi a soli otto esami dalla laurea. L’anno successivo si trasferisce a Modena, per risparmiare sull’affitto, dividendo l’appartamento con altri amici.

Il 1975 è un anno storico per la sua formazione. Convinto dall’idea dell’amico Marco Gherardi, fonda “Punto Radio”, una Radio libera sul modello delle centinaia che nascevano in quegli anni in Italia, destinata a servire il pubblico dell’Appenino tosco-emiliano. Diventerà famoso un programma da lui condotto, “Il Muretto”, in cui con un contatto attivo con gli ascoltatori svilupperà tematiche sulla vita e sulla filosofia che si riveleranno importanti per il suo futuro discografico. L’esperienza della radio è decisiva per la carriera di Vasco Rossi. Prima di tutto, gli dà la possibilità di maturare come show man, visto che Rossi sarà uno dei principali dee-jay sia dei programmi radiofonici sia delle serate speciali che la radio organizzerà presso le principali discoteche dell’Emilia-Romagna e, in secondo luogo, gli darà l’opportunità di conoscere una serie di persone fondamentali nella sua futura carriera, come Riccardo Bellei, Gaetano Curreri, Maurizio Solieri, Massimo Riva, allora giovanissimo, e Red Ronnie, che allora lavorava per la BBC, un’altra radio libera di Bologna. È proprio nelle serate-evento organizzate dalla radio nei locali emiliani che Vasco Rossi, per la prima volta, imbraccia la chitarra e canta al pubblico alcune canzoni, comprese alcune scritte da lui stesso.  I PRIMI ANNI NEL MONDO DELLA MUSICA: Sotto la spinta dei suoi amici, tra cui Gaetano Curreri, leader degli Stadio, incide nel 1977 il suo primo 45 giri, Jenny/Silvia (contenente i brani Jenny è pazza e Silvia), per l’etichetta Borgatti Music, che fino ad allora aveva curato la produzione e distribuzione di dischi legati al genere “liscio”. L’anno successivo esce invece il suo primo album, …Ma cosa vuoi che sia una canzone…, pubblicato a tiratura nazionale, ma praticamente venduto solo in Emilia-Romagna.

Il suo secondo album viene pubblicato nel 1979 con il titolo Non siamo mica gli americani. Il disco ottiene più successo rispetto del precedente, anche se in fatto di vendite non è niente di eclatante. Con gli anni verrà però sempre di più rivalutato, diventando uno dei preferiti tra i fan del cantante, grazie sopratutto anche alla canzone Albachiara, che in futuro diventerà uno dei suoi maggiori successi e pezzo conclusivo di gran parte dei suoi concerti.

La prima apparizione di Rossi in televisione è datata 10 gennaio 1979, quando partecipa come concorrente alla trasmissione “10 Hertz” condotta da Gianni Morandi. Alla fine del programma, Vasco canta La strega (la diva del sabato sera). Questa chicca televisiva è stata ritirata fuori, a trent’anni di distanza, da “La Storia siamo noi” nello speciale “Solo Vasco” di Caterina Stagno del 26 novembre 2008.

Nel 1980 esce il terzo album, Colpa d’Alfredo. L’album però non ottiene molto successo, questo a causa della censura dalle radio della canzone che porta il titolo dell’album perché ritenuta volgare ed offensiva in alcune parti del testo, bloccando in un qualche modo la promozione del disco.

È con il quarto album che inizia ad arrivare il successo, Siamo solo noi viene pubblicato nel 1981 e, tuttora, viene considerato uno dei migliori lavoro del cantante; la canzone che dà il titolo all’album verrà più volte identificata come un vero e proprio “inno generazionale”, tutt’oggi attuale per i suoi fans.

La popolarità di Vasco Rossi, che inizia a farsi conoscere anche a livello nazionale, cresce in seguito a una sua esibizione dal vivo, durante la nota trasmissione televisiva Domenica In. In questa occasione canta la canzone Sensazioni forti e la sua esibizione viene ampiamente criticata dal giornalista Nantas Salvalaggio (che sarà, nel testo della futura hit Vado al massimo, definito da Vasco “…quel tale che scrive sul giornale…”) che, in un suo articolo sul settimanale Oggi, si scaglia contro il cantante e contro la RAI, colpevole di ospitare nel suo più popolare programma della domenica un simile esempio di “ebete, cattivo e drogato”.
Il rocker ed il suo staff protestano nei confronti del giornalista, ma l’inconveniente, nei fatti, aumenta il nascente mito del Blasco, soprannome nato d’altronde in quel periodo.  GLI ANNI DEL BOOM: L’esperienza che cambia radicalmente la carriera di Vasco Rossi è la partecipazione al Festival di Sanremo. Nonostante il festival della canzone italiana non appartenga all’orizzonte artistico del rocker, Vasco Rossi e il suo entourage decidono di sfruttare la crescente popolarità del cantante facendolo partecipare all’importante vetrina offerta dalla RAI, suscitando anche qualche malumore tra i fan dell’epoca.[senza fonte]
Così, nel 1982, Vasco partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Vado al massimo. La performance del rocker di quell’anno fa scalpore: Vasco abbandona il palco con il microfono nella tasca della giacca, che, collegato col filo all’amplificatore, cade, creando panico tra il pubblico in sala e tra i conduttori dello show tv. Fu lo scalpore che proprio il rocker di Zocca voleva creare in una manifestazione a suo tempo forse troppo austera per distinguersi dagli altri partecipanti. La canzone, come già detto prima, contiene una ironica risposta a Nantas Salvalaggio, il giornalista che due anni prima lo aveva criticato ferocemente sulle pagine del settimanale Oggi e che viene apostrofato come “quel tale che scrive sul giornale”.

Nell’aprile dello stesso anno esce l’album omonimo, che resterà in classifica per 16 settimane, un piccolo successo che dimostra di sempre più come la performance di Vasco abbia fatto breccia nel pubblico.

L’anno seguente Vasco si presenta di nuovo a Sanremo con Vita spericolata. La canzone diventerà uno dei classici della musica italiana (così come Siamo solo noi) e raggiunge lo stesso anno il 6° posto nella classifica dei 45 giri, entra in finale, ma si classificherà al penultimo posto nella graduatoria del Festival. Fece scalpore la performance offerta agli spettatori del Teatro Ariston: all’attacco dell’ultimo ritornello Vasco saluta e abbandona il palco, lasciando il playback a terminare la canzone.

Segue l’uscita dell’album Bollicine. È il sesto album in sei anni, quello che consacra definitivamente Vasco Rossi a icona del rock italiano: resta in classifica per 35 settimane, e si piazza come quinto album più venduto dell’anno. L’ironica canzone Bollicine farcita di slogan e frasi ad effetto (con chiari riferimento all’uso della cocaina) vince il Festivalbar ’83 e il tour per promuovere l’album è un trionfo. È sicuramente uno dei periodi di massimo successo dal punto di vista musicale, ma non dal punto di vista umano: secondo alcuni biografi in quel periodo Vasco sta veramente andando al massimo: è farmaco-dipendente, vive come se fosse sempre su un palco, non dorme per giorni interi mentre continua ad assumere anfetamina e Lexotan, tanto da costringere il manager Guido Elmi ad annullare vari concerti.

All’inizio del 1984 esce la prima raccolta live: Va bene, va bene così, che resterà in classifica 33 settimane di cui 8 al primo posto. Ma il 20 aprile dello stesso anno il rocker viene fermato in una discoteca nei pressi di Bologna e arrestato. Dopo una perquisizione in un casolare di Casalecchio, dove abita insieme ad altri componenti della sua band, Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri. Trascorre 22 giorni di prigione (di cui 5 in isolamento) presso il carcere di Rocca Costanza a Pesaro con l’accusa di detenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro. Nei giorni di detenzione riesce a liberarsi dalle anfetamine, nonostante la sua situazione psicofisica rimanga piuttosto precaria. Del panorama musicale italiano soltanto Fabrizio De André e Dori Ghezzi danno pieno sostegno al cantante, visitandolo in carcere. Il 12 maggio Rossi ottiene la libertà provvisoria. Il processo lo scagiona dall’accusa di spaccio, ma lo condanna a due anni e otto mesi con la condizionale, per detenzione di sostanze stupefacenti.

Di lì a poco, Vasco Rossi pubblica l’album Cosa succede in città (1985), considerato secondo certi aspetti l’album della rinascita. Sebbene contenga canzoni storiche poi divenute pilastri delle composizioni di Vasco, secondo la critica l’album è tecnicamente perfetto ma per i testi ed i contenuti viene considerato un album piuttosto “fiacco”, anche a causa delle vicende che l’hanno preceduto, tanto che secondo alcune persone vicine a Rossi l’album non ha soddisfatto completamente né Vasco né Elmi. Ciò nonostante, l’album resta in classifica per 29 settimane.

L’anno seguente diventa padre per la prima volta e per due anni sparisce completamente. Qualcuno parla di esaurimento nervoso ma è un periodo in cui Vasco ricerca se stesso e rivede vecchi amici di infanzia.

Nel 1987 torna prepotentemente sulla scena pubblicando C’è chi dice no definito da molti giornali dell’epoca un capolavoro, che resterà in classifica 38 settimane, di cui 12 in testa. Il successo è tale che perfino Celentano lo vuole ospite in RAI. Lui inizialmente accetta salvo poi cambiare idea il giorno prima della trasmissione facendo infuriare i vertici dell’emittente televisiva che minacciano di bandirlo per sempre da ogni trasmissione. Ma Rossi a questo punto della sua carriera può ampiamente permetterselo tanto che il sempre crescente successo di spettatori costringe il cantante ad abbandonare i palazzetti per orientarsi verso spazi più ampi: inizia l’epoca degli stadi.

Il 1º luglio 1988 viene nuovamente arrestato mentre da solo a bordo della sua BMW 750 procede zigzagando sulla A14 con a bordo un grammo di cocaina, uno sfollagente e una pistola lanciagas. Viene prontamente rilasciato tra le guardie carcerarie e i fan che gli chiedono abbracci e autografi.

Nel 1989, prima dell’uscita dell’album Liberi liberi realizzato per conto della EMI, Rossi rompe definitivamente con Guido Elmi e la Steve Rogers Band ritrovandosi praticamente da solo con Maurizio Lolli. Parte comunque il “Liberi Liberi Tour” senza Solieri e Riva, il cui grande successo porta alla pubblicazione dell’album live Fronte del palco (1990).

Il 6 dicembre 1989 Rossi viene condannato ad un’ammenda di 2 milioni e 800 mila lire in seguito all’infelice episodio del 1984.

L’anno successivo vengono organizzati in rapida successione (10 e 14 luglio) due concerti rispettivamente negli stadi San Siro a Milano e Flaminio a Roma, che fanno registrare presenze record. Una parte del concerto di Milano viene pubblicata nell’album Vasco live 10.7.90 San Siro. Vasco Rossi diventa il primo artista italiano a raccogliere un numero di fan così ampio, riuscendo dove allora solo le stelle straniere si erano avvicinate.

Diventato padre per la seconda volta, il cantante fa uscire l’album Gli spari sopra (1993) col quale vincerà 10 dischi di platino. L’album fu preceduto dal singolo “Gli spari sopra”, mini-CD che contiene, oltre ad alcune versioni alternative de L’uomo che hai qui di fronte e Delusa con riferimenti alle allora “Ragazze di Non è la Rai”, anche l’inedito Se è vero o no, canzone che non fu inserita nell’album Gli spari sopra. Nel 1994 regala agli iscritti al suo fan club ufficiale un CD contenente l’inedita Senza parole.

Nel 1995 il rocker è di nuovo a San Siro con un doppio concerto evento, Rock sotto l’assedio, contro la guerra in Jugoslavia. Sul palco sono ospitati gruppi musicali, di etnie diverse, fatti giungere clandestinamente dalla zona della guerra con l’aiuto di collaboratori come il fotoreporter Massimo Sciacca e l’organizzatore Enrico Rovelli. In questa occasione canta per la prima volta Generale di Francesco De Gregori, cantautore che da sempre è un suo riferimento, interpretandola nel proprio inconfondibile stile rock. Vasco promuove la serata come occasione di riflessione contro la violenza della guerra, ma molti giornalisti polemizzeranno con lui per non avere devoluto l’incasso alla causa jugoslava. Vasco con Maurizio Lolli e Mirco Bezzi realizza un sito internet, il primo in Italia per un artista musicale, dedicato a raccogliere le testimonianze di reporter dalle zone di guerra intercettate sulla nascente rete di comunicazione, e le biografie dei gruppi musicali che si esibiscono.

Nel 1996 pubblica l’album Nessun pericolo… per te, contenente una canzone, Gli angeli, dedicata all’amico Maurizio Lolli morto di cancro ai polmoni e il cui video (una produzione colossale di 600 milioni di lire) viene diretto da Roman Polański. Il video viene messo a disposizione su internet, un evento abbastanza inusuale per quegli anni, cosicché Vasco diventa un precursore del tempo e dei nuovi sistemi tecnologici che avanzano. La canzone viene distribuita in un singolo a forma triangolare a tiratura limitata. La forma del cd singolo potrebbe essere un chiaro omaggio all’attributo femminile, al quale spesso Vasco fa rifermento con gesti inequivocabili nei suoi concerti e nello specifico nella canzone Rewind, la cui musica è scritta per lui dall’amico di sempre Gaetano Curreri leader degli Stadio.

Nel 1997 esce Rock, una raccolta di vecchi pezzi riarrangiati, che porterà il cantante ad esibirsi nell’ex stabilimento Italsider di Bagnoli, nell’ambito della prima edizione del Neapolis Rock Festival. Quell’anno Rossi è presente come autore al Festival di Sanremo (in coppia con Gaetano Curreri e Roberto Ferri) con …E dimmi che non vuoi morire scritta per Patty Pravo, insignita del premio della critica. Sempre per il Festival di Sanremo, nel 1999 scrive la canzone Lo zaino cantata dagli Stadio. GLI ANNI DEL SUCCESSO DI MASSA: Nel 1998 esce Canzoni per me, in cui, tra le altre, riprende anche vecchie canzoni, scritte all’inizio della carriera e mai pubblicate. Lo stesso anno vince il suo secondo Festivalbar con Io no e per la prima volta la Targa Tenco nella categoria “miglior album dell’anno”.

Il 1998 è un anno storico per la carriera di Vasco Rossi: il disco non porta, infatti, com’era abitudine, una nuova tournée, ma viene deciso di tenere un unico concerto, accettando la proposta di essere la guest star della prima edizione dell’Heineken Jammin’ Festival a Imola. Alla serata partecipano 150.000 persone, segnando un evento nell’intera storia della musica italiana: il successo di Vasco diviene di massa, e il rocker di Zocca viene universalmente riconosciuto come la star della musica italiana contemporanea. La serata viene immortalata nel video Rewind e relativo album live Rewind nel 1999, a cui fa seguito il Rewind tour. A pochi giorni dalla partenza del tour, viene a mancare per overdose l’inseparabile “compagno di avventure” Massimo Riva, chitarrista della band e autore-coautore di tante musiche e testi, uno su tutti Vivere.

Nel 1999 esce il singolo La fine del millennio, i cui proventi vengono devoluti all’associazione onlus per il recupero dei tossicodipendenti, fondata dai parenti di Massimo Riva. La copertina riprende il Cristo bendato di una immagine di scena tratta dal “teatro delle orge e dei misteri” dell’austriaco Hermann Nitsch. Nel 2000 si ricompone la collaborazione con Patty Pravo, alla quale l’artista dedica un tributo con il brano scritto per lei Una donna da sognare, titolo anche dell’album, nel quale c’è la firma di Vasco Rossi (che è anche produttore del cd) anche nella delicata Una mattina d’estate, condotta al successo dalla Pravo al Festivalbar di quell’anno. Sempre quell’anno firma come coautore il testo della canzone La tua ragazza sempre, portata al Festival di Sanremo da Irene Grandi, che si piazza al secondo posto.

Il 2001 è l’anno di Stupido hotel e anche del terzo Festivalbar vinto con la canzone Ti prendo e ti porto via.

Nel 2002 esce la prima raccolta pubblicizzata come ufficiale dalla EMI di brani in versione originale e rimasterizzati, Tracks, che contiene al suo interno la cover di Generale di Francesco De Gregori, cantata durante il tour “Rock sotto l’assedio” del 1995 e mai pubblicata prima. All’uscita della raccolta fa seguito il triplo concerto evento tenutosi di nuovo a San Siro nel 2003 e dal quale sarà tratto il DVD Vasco Rossi @ S.Siro 03, non seguita, però, da una traccia audio. La cover di Generale rappresenta una sorta di risposta e ringraziamento alla versione di Vita spericolata incisa da De Gregori nel 1993 e inclusa nel suo album Il bandito e il campione.

Nel 2004 l’album Buoni o cattivi, registrato tra Bologna e Los Angeles, fa registrare il record di vendite di quell’anno e successivamente viene venduto anche negli Stati Uniti. All’album seguirà il Buoni o Cattivi Tour, articolatosi in due estati e che tocca gran parte degli stadi italiani, bissandoli dove richiesto e facendo registrare il tutto esaurito. Inoltre, il 24 settembre dello stesso anno, ha voluto regalare ai suoi fan un concerto gratuito tenutosi a Germaneto in provincia di Catanzaro, di fronte a 400.000 persone (record di presenze). Lo stesso Vasco ha ribattezzato questo evento in “Vascstock”. Vasco in questa occasione si dimostrò attento all’ambiente, perché questo concerto fu ad “emissioni zero” : infatti il cantante dichiarò che sarebbero stati piantati tanti alberi quanti ne fossero serviti per riequilibrare le emissioni di CO2 dovute all’energia elettrica necessaria per alimentare il concerto.

Il 12 maggio 2005 lo IULM di Milano conferisce a Rossi la laurea “honoris causa” in Scienze della comunicazione, un “Pezzo di carta” che Vasco esibisce con emozione e fierezza dedicandolo alla madre e ai suoi studi universitari a suo tempo interrotti.

Il 9 settembre 2005 esce È solo un rock ‘n’ roll show, doppio DVD, lanciando così il concetto di movieclip, in cui tutte le canzoni di Buoni o cattivi si intrecciano in un lungo videoclip di oltre due ore.

Tre mesi dopo, il 2 dicembre 2005, esce Buoni o cattivi live anthology 04.05, un cofanetto comprensivo di doppio cd e triplo dvd registrato live dai trionfali “Buoni o cattivi tour” del 2004 e del 2005.

Nel 2005 ritorna a Sanremo come ospite per la serata finale, in segno di riconoscenza al festival che gli aveva offerto una vetrina importante nonostante i magri piazzamenti allora riconosciuti, quando la sua carriera era ancora agli albori. Questa volta il pubblico lo accoglie con entusiasmo e Vasco risponde cantando l’introduzione di Vita spericolata, introdotto da Maurizio Solieri alla chitarra, e l’hit del 2004 Un senso. Dopo la performance pronuncia poche parole contro la legge anti-fumo (legge 3/2003) varata dal ministro Sirchia ed esce di scena, sottraendosi all’abituale intervista del conduttore Paolo Bonolis ai suoi ospiti.

Il 17 dicembre 2005 Vasco torna a Zocca, la sua città natale, dove gli amici d’infanzia e tutta la comunità hanno organizzato un tributo in suo onore. Per l’occasione viene allestita anche una mostra fotografica.

Vasco Rossi ha sostenuto nella campagna elettorale per le elezioni politiche 2006 la lista della Rosa nel Pugno (concedendo l’utilizzo della canzone Siamo solo noi come colonna sonora dello spot del partito) e ha finanziato la coalizione L’Unione. È la prima volta che il rocker prende una posizione politica netta: in passato si era limitato a mostrare simpatia per le lotte abolizioniste di Marco Pannella, acquisendo la tessera del partito dei Radicali e prestando, nei primi anni ’80, il suo volto ad alcune campagne antiproibizioniste. Alle elezioni per il Presidente della Repubblica 2006, alla seconda e terza votazione il cantante ottiene in entrambe le occasioni 1 voto.

Sempre nel 2006, Vasco annuncia pubblicamente di non cedere più i diritti delle sue canzoni per gli spot pubblicitari diventate per sua stessa ammissione un errore e per molti dei suoi fan delle emozioni che non considerano giusto commercializzarle in quel sistema.[19]Il 19 gennaio 2007 esce il singolo Basta poco. Per volontà del cantautore non è venduto in alcun negozio e può essere ascoltato esclusivamente tramite radio oppure scaricato dal web o dal portale di una nota azienda telefonica. Il nuovo singolo fa registrare il record italiano di download legali, oltre centomila a distanza di due giorni dall’uscita del brano.

L’11 maggio 2007 Vasco Rossi pubblica un mini CD, Vasco Extended Play, contenente Basta poco, la versione “original demo” della stessa, il video con i personaggi disegnati da suo figlio Luca e una cover del brano La compagnia, scritto da Mogol e Carlo Donida, portato al successo da Marisa Sannia nel 1969 e reinterpretato nel 1976 da Lucio Battisti. Una canzone che Vasco sente molto “sua” e che reinterpreta in chiave rock.

Il 23 novembre 2007 esce il DVD Vasco@Olimpico.07, registrato durante le due date del 27 e 28 giugno del Vasco live Tour 2007 nello stadio romano.

Il 28 marzo 2008 esce Il mondo che vorrei, ventunesimo album del cantautore (diciassettesimo in studio). Il mondo che vorrei è anche il nome del primo brano estratto da questo album, che viene lanciato in radio il 14 marzo e in tutti gli oratori della diocesi di Milano il 16 marzo, il brano entra da subito al primo posto della classifica digitale Fimi. L’album raccoglie subito un enorme successo di critica e di vendite: il 3 aprile 2008 viene annunciata sul suo sito ufficiale, la cifra di 400.000 album venduti in soli 2 giorni.

Nel maggio del 2008 è stato nominato cittadino onorario della città di Genova dal Sindaco Marta Vincenzi, in quanto ha omaggiato i genovesi regalando loro quella che è stata la “data 0” del Vasco.08 Live in concert. Inoltre, ha ricevuto a titolo onorifico la tessera che dà libero accesso agli oratori della diocesi di Genova.

Nell’estate del 2008 prosegue il tour, iniziato a Genova, negli stadi delle principali città italiane. In sole 24 ore dall’apertura delle prevendite vennero venduti 120.000 biglietti, costringendo gli organizzatori ad aggiungere ulteriori date per le tappe di Milano, Roma, Ancona e Salerno. Vasco si esibì anche all’Heineken Jammin’ Festival di Mestre il 21 giugno 2008.
Sommando la partecipazione ai concerti allo Stadio Olimpico di Roma del 29 e 30 maggio e, di nuovo, allo Stadio San Siro di Milano del 6 e 7 giugno, sono più di 300.000 gli spettatori che assistono ai concerti. Oltre alle canzoni del nuovo disco, Vasco regala ai fans brani come T’immagini e La noia.

Il 5 luglio 2008, tramite il suo sito ufficiale, Vasco annunciò un ritorno sul palco a settembre, per la seconda parte della tournée, dove la data zero si è svolta il 5 settembre a Teramo.

Il 13 marzo 2009 esce Il mondo che vorrei live, il primo concerto rock registrato in alta definizione Blu-ray durante il doppio concerto allo Stadio Dall’Ara di Bologna, il 19 e il 20 settembre 2008.

La prima apparizione live 2009 di Vasco Rossi è stata in occasione del ventennale del Concerto del Primo Maggio a Roma, a 10 anni di distanza dalla prima partecipazione. L’esibizione è durata circa cinquanta minuti e sono state proposte dieci canzoni tra cui Un ragazzo di strada, brano del 1966 scritto da I Corvi, cantato per la prima volta da Vasco Rossi.

Seguirà poi una tournée indoor con inizio il 6 ottobre in giro per l’Italia e l’Europa, a 13 anni di distanza dall’ultimo tour al chiuso datato 1996, il Nessun Pericolo Per Te Tour. Durante questi concerti presenterà un nuovo brano inedito intitolato Ad ogni costo, cover della hit dei Radiohead, Creep

Ciao Amici, la musica è qui, fermatevi per un ascolto.

28 settembre 2009

jukebox

Joe Cocker

13 agosto 2009

Photobucket Joe Cocker all’anagrafe John Robert Cocker (Sheffield, 20 maggio 1944) è un cantante britannico.
Inizia la sua carriera musicale nella sua città natale, all’età di 15 anni; la sua prima band è gli Avengers (con il nome di Vance Arnold), seguita dai Big Blues (1963), e infine The Grease Band (1966). Il suo primo singolo è la cover dei Beatles “I’ll Cry Instead”, dall’album A Hard Day’s Night.

Dopo un qualche successo in Gran Bretagna con il singolo Marjorine, la sua fama scoppia con la sua versione di With a Little Help from My Friends, un’altra cover beatlesiana stavolta dall’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Questa versione, con Jimmy Page alla chitarra solista, diviene prima nelle classifiche inglesi per una settimana nel novembre 1968.

Nel 1969 canta a Woodstock, e la sua interpretazione del brano di Leon Russell Delta Lady è un nuovo successo. Continua la sua serie di cover dei Beatles nel 1970 con una versione di She Came In Through the Bathroom Window dall’album Abbey Road. Mentre il suo successo in Gran Bretagna comincia a scemare, entra nelle classifiche statunitensi con Cry Me a River e Feelin’ Alright; nel 1970, la sua versione live di “The Letter” dei Box Tops, che appare nell’album dal vivo Mad Dogs & Englishmen, è il primo hit che raggiunge la Top Ten USA.

Nel 1969 appare all’Ed Sullivan Show. La sua interpretazione ha spesso un’intensità fisica, spesso presa in giro da John Belushi nei suoi spettacoli: al Saturday Night Live ci fu anche un duetto improvvisato tra di loro, in una puntata in cui Cocker era ospite.

All’inizio degli anni ’70 la sua carriera si blocca per una serie di problemi soprattutto legati all’abuso di alcol; Cocker ritorna però prepotentemente sulle scene negli anni ’80, con la sua versione di You Can Leave Your Hat On, scritta da Randy Newman, nel film 9 settimane e ½. Altri successi di quel periodo sono Up Where We Belong, (scritta da Buffy Sainte-Marie e cantata con Jennifer Warnes nel film Ufficiale e gentiluomo; Oscar per la miglior canzone); You Are So Beautiful; When The Night Comes; N’oubliez jamais e Unchain My heart.

ZZ Top

12 agosto 2009

Photobucket Gli ZZ Top sono un gruppo rock statunitense formatosi nel 1970 a Fort Worth in Texas.

Si distinguono per aver mantenuto la formazione originale dopo più di 38 anni. Hanno raggiunto l’apice del loro successo tra gli anni ’70 e ’80, pubblicando molti brani di successo, ma sono tuttora in attività e continuano a pubblicare nuovi album e ad esibirsi in tour. Gli ZZ Top, il 15 marzo 2004, sono stati inseriti nel Rock and Roll Hall of Fame. Formazione: * Billy Gibbons – voce e chitarra
* Dusty Hill – basso, voce e tastiere
* Frank Beard – batteria
Il look degli ZZTop:Oltre ad essere noti per la loro musica, sono anche ricordati come gruppo dall’apparenza “un po’ strana”: Gibbons e Hill sono sempre fotografati con degli occhiali da sole (forse un accenno alla loro canzone Cheap Sunglasses), abbigliamento simile, e quello che fa dei ZZ top il loro trademark: le lunghe barbe.

Nel 1984, la nota compagnia di rasoi Gillette, offrì a Gibbons e Hill un milione di dollari per rasare la loro barba per una pubblicità, ma l’offerta fu rifiutata. Ironicamente, l’unico membro della band a non portare regolarmente una lunga barba è il batterista Frank Beard (il cui cognome, in inglese, vuol dire proprio barba).

L’origine del nome della band non è stata resa ufficiale per molti anni. Alcuni dicevano che deriva da due marche di cartine per rullare sigarette, Zig-Zag e Top; altri che non era altro che un tributo al noto bluesman Z.Z. Hill. La vera origine, a detta di Gibbons e trascritta anche nel suo libro (Rock + Roll Gearhead), è che si tratta di un tributo al maestro di blues B.B. King. Lo hanno voluto chiamare Z.Z. King invece di B.B. King. poi decisero di sostituire “King” con “Top”, creando il nome “ZZ Top”.

Famosissime le loro canzoni Mexican blackbird e She’s just killing me!, che hanno fatto anche parte della colonna sonora del film Dal tramonto all’alba di Robert Rodriguez, con la sceneggiatura di Quentin Tarantino. Celebre anche il brano La Grange. Storia

Storia: I membri degli ZZ Top (Billy Gibbons, voce e chitarra; Dusty Hill, basso e voce; Frank Beard, batteria), prima di unirsi nel tardo 1969, avevano suonato in numerose band texane (Moving Sidewalks, The Cellar Dwellers, The Hustlers, The Warlocks and American Blues).

1970-1980

La band suonò in tour per svariati anni, prima di raggiungere il primo grande successo agli inizi dei ’70, con il suo terzo album, Tres Hombres (1973). Quest’album contiene il celebre brano “La Grange”, citazione della casa di tolleranza che fa da ispirazione al musical The Best Little Whorehouse in Texas.

La band continuò a suonare in tour, registrare e produrre album sino al 1977, anno in cui gli ZZ TOP si presero una lunga pausa. Il loro manager storico, nonché produttore e curatore dell’immagine, Bill Ham utilizzò questo periodo per convincere la band a trovare il tempo per prendersi cura di tutta la loro passata produzione, che sarebbe stata distribuita dalla loro nuova etichetta, la Warner Brothers. Si riunirono due anni e mezzo più tardi per iniziare a registrare con questa nuova casa produttrice. All’insaputa l’uno dell’altro, sia Hill che Gibbons si erano fatti crescere la barba, che ben presto divenne parte dell’immagine di “uomini della frontiera” dell’intera band.

Gli anni ’80

Raggiunsero una nuova vetta di popolarità con l’album Eliminator (1983), salito agli onori della cronaca anche grazie ai memorabili video musicali realizzati per le canzoni: “Gimme All Your Lovin'”, “Legs” and “Sharp-Dressed Man” in ognuno dei quali compariva una scintillante coupe rosso fiammante chiamata The Eliminator e un trio di bellissime donne dall’aria vagamente sado-misteriosa, che a dispetto del loro aspetto giravano per il mondo aiutando le persone. L’album era inoltre caratterizzato da un peculiare suono di sintetizzatore, una rarità nel panorama blues rock, che aggiunse un certo tocco di moderna new wave ai pezzi, aiutando l’album a divenire un successo. Eliminator rimane a tutt’oggi uno dei loro più grandi successi.

Il loro album successivo, Afterburner (1985), in gran parte ripropose lo stesso mix di sintetizzatori, sequencer e blues rock. Alcuni critici espressero perplessità per questo approccio, ed infatti nell’album successivo l’apporto della musica elettronica si fece ancora meno evidente. Negli album più recenti, occasionalmente, qualche canzone ripropone quegli elementi e quelle strumentazioni, una sorta di accenno alle loro produzioni passate.

1990-2000

Nel 1994, gli ZZ Top firmarono, con la RCA Record, un contratto per cinque album. Molti fans (o, come loro amano definirsi, “fanzz”) ritengono che le registrazioni di questo periodo siano state artisticamente valide come quelle del primo periodo London e Warner Brothers, ma hanno espresso il loro disappunto per la gestione della promozione di questi album, da parte della RCA.

Nel luglio del 2000, mentre erano in tour in Europa, a Hill fu diagnosticata l’Epatite C, motivo per cui la band fu costretta a cancellare numerose date del tour. Hill ha però avuto un recupero notevole, sul quale, scherzando, disse “Non puoi proprio fermare gli ZZ Top!”

Nel 2003 esce Mescalero e una collezione completa delle registrazioni degli anni di “London” e “Warner Brother” intitolata “Chrome, Smoke & BBQ”.

Durante gli ultimi anni la band non ha mai fermato la propria attività live e a Luglio 2008 è stato annunciato un contratto discografico con la American Recordings

Il 20 Luglio 2009 partecipano come General manager speciali al WWE Monday Night Raw.

The Doors

12 agosto 2009

The Doors PhotobucketOrigini e formazione
Un ritratto di Jim Morrison

La band è stata fondata nell’estate del 1965 a Venice Beach, in California, a seguito dell’incontro tra Jim Morrison e Ray Manzarek, entrambi studenti della UCLA School of Theater, Film and Television dell’Università della California. Passeggiando lungo la spiaggia di Venice, infatti, Morrison canticchiò a Manzarek, quattro anni più anziano di lui, il testo di una canzone che aveva appena scritto, Moonlight Drive, dichiarandogli contemporaneamente la sua totale inesperienza musicale e quindi l’impossibilità di tradurla su pentagramma. Manzarek in quel momento faceva parte di una band chiamata Rick & The Ravens insieme ai fratelli Rick e Jim Manzarek ma, riconoscendo in Morrison delle potenzialità interessanti, gli propose di creare un nuovo gruppo. Attraverso le sue conoscenze, Ray ebbe la possibilità di ingaggiare Krieger, interessato al flamenco, e Densmore, appassionato di jazz, che già suonavano con un gruppo chiamato The Psychedelic Rangers: i tre si erano conosciuti ad una lezione comune di meditazione trascendentale del guru Maharishi Mahesh Yogi. Morrison scelse il nome del gruppo dal testo del libro di Aldous Huxley Le porte della percezione (The Doors of Perception) del 1954. Nel libro è contenuta una frase di William Blake:[8] Album di debutto [modifica]
Il locale Whisky a Go Go oggi dove i The Doors esordirono come band di casa agli inizi del 1966

Album di debutto: Il 24 agosto 1966 i Doors entrano in sala di registrazione, ai Sunset Sound Recording Studios di Los Angeles, (California) per registrare il loro straordinario album di debutto con Paul A. Rothchild, in veste di produttore. Le sessions durano sei giorni esatti (con una pausa di fine settimana) dopo di che Rotchild vola a New York con i master su nastri di mezzo pollice a quattro tracce per avviare un meticoloso lavoro di editing. Tra le canzoni incise durante le sessions del primo album figurano Moonlight Drive e Indian Summer escluse dall’album.

Il 4 gennaio del 1967 viene dato alle stampe il loro primo album: The Doors, l’album si rivela un vero capolavoro raggiungendo la seconda posizione nella classifica di Billboard[13] secondo solo a Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, mentre Light My Fire [14] il 29 luglio 1967 raggiunge la prima posizione in quella dei singoli restandoci per 3 settimane, vendendo 1 milione di copie e aggiudicandosi il disco d’oro. In America è la stagione d’oro del sound di San Francisco all’insegna di “Pace & Amore” e degli hippy, ma i Doors si impongono con un atteggiamento del tutto diverso, con Morrison che quasi aggredisce il suo pubblico e scrive canzoni su sesso, droga, rivoluzione e morte. Nel quadriennio 1966-1969 il gruppo conobbe un’ascesa memorabile, suonando nei migliori locali di San Francisco i quali Matrix Club, Avalon Ballroom, Fillmore Auditorium e Winterland Arena, passando per New York e suonando in locali come, Ondine Discotheque, Village Theater e Scene Club raggiungendo quasi subito le vette delle classifiche.

Nel Novembre 1966, Mark Abramson dirige il film promozionale per il singolo “Break On Through (To the Other Side)”. Mentre a Los Angeles avviene il loro debutto in Televisione allo show televisivo chiamato Boss City sul finire del 1966 e successivamente il 1 Gennaio del 1967 sempre a Los Angeles i Doors si esibiscono al TV show chiamato Shebang per promuovere il loro singolo di debutto Break On Through (To the Other Side). Prime registrazioni: Live at The Matrix 1967 [modifica]

Nel Marzo 1967, i Doors suonano in un piccolo locale chiamato The Matrix Club, 3138 Fillmore Street di San Francisco. Si esibiscono tra il 7 e 11 Marzo e le serate del 7 e del 10 vengono registrate, per un totale di 4 set. Le registrazioni di questi spettacoli vengono effettuate da Peter Abram[15], che successivamente le venderà ai Doors. Il 18 novembre 2008, la Bright Midnight Archives in collaborazione con la Rhino Records ha pubblicato una compilation con il meglio di quelle serate dal titolo Live at The Matrix 1967[16].

Prime performances in TV

Nel Maggio 1967, i Doors presero parte alla registrazione live di The End al debutto televisivo internazionale per la Canadian Broadcasting Corporation (CBC) negli studi televisivi di Toronto, Canada per il programma The Rock Scene: Like It Is (performance realizzata nel DVD The Doors Soundstage Performances pubblicato nel 2002).[17].

Il 17 Settembre 1967 i Doors furono invitati a partecipare al programma televisivo Ed Sullivan Show, dove eseguirono le canzoni People Are Strange e una devastante e memorabile versione di Light My Fire. Il produttore di Sullivan, Bob Precht, chiese ai Doors di modificare la canzone sostituendo la parola Higher con qualche altro aggettivo. Alle prove i Doors promisero che lo avrebbero fatto ma, durante la critica esibizione mantennero intatto il testo, il produttore, furioso, disse ai quattro che non sarebbero stati mai più invitati alla trasmissione, come in effetti accadde.

Il 24 dicembre 1967,i Doors registrarono per lo show televisivo della (CBS) Jonathan Winters Show due delle loro canzoni Moonlight Drive e Light My Fire. Tra il 26 dicembre al 28 dicembre 1967 i Doors suonarono al Winterlan Arena di San Francisco.
Una foto dei testi delle canzoni di L.A. Woman di Jim Morrison e di Midnight Lightning di Jimi Hendrix all’ Hard Rock Cafe a New York

Il 30 e 31 Dicembre 1967 i Doors suonarono a Denver.

L’Incidente di New Haven
Il 9 dicembre 1967 i Doors si esibiscono nell’infausta arena di New Haven, Connecticut dove Morrison viene arrestato sul palco con l’infamante accusa per indecenza e oscenità in pubblico dalla polizia locale, salvo poi essere scagionato dalle accuse rivolte contro di lui.

Pochi minuti prima di salire sul palco, Morrison litiga con un poliziotto e finisce per prendersi delle manganellate in faccia, perché si trovava appartato con un’amica nelle docce del palazzetto del ghiaccio, il poliziotto, ordina loro di andarsene, Morrison si arrabbia per l’intrusione e reagisce in modo insolente. Una volta saliti sul palco durante Back Door man Morrison si lancia in una diatriba sul comportamento del poliziotto, ed inizia a raccontare la storia e ad offendere il poliziotto, a questo punto la polizia ordina al direttore di palco di accendere le luci nell’arena e di sospendere il concerto, mentre il tenente Kelly si dirige verso Morrison per arrestarlo.

Strange Days

Le registrazioni per Il secondo album iniziano nel febbraio 1967 e terminano in agosto con Paul A. Rothchild come produttore, nel frattempo i Sunset Sound si modernizzano passando da quattro a otto piste, il titolo dell’album è Strange Days che esce alla fine di settembre del 1967, e continua ad esplorare il genere dell’acid rock. L’album si rivela un degno successore del primo disco con canzoni come “People Are Strange” , “Love Me Two Times” , “Moonlight Drive” e “When The Music’s Over” che non fecero altro che rafforzare il valore e il successo del gruppo, nonostante ciò Paul A. Rothchild ebbe a dichiarare che l’album seppur raggiungendo la posizione numero 3 nelle classifiche dei dischi, non raggiunse il successo sperato e meritato a causa della mancanza di un singolo di successo capace come Light My Fire aveva fatto con l’album precedente e quindi l’album si spinse da se in quella posizione non riuscendo nell’impresa di superare o bissare il successo dell’album di debutto.

Waiting for the Sun

Nel luglio 1968 esce il terzo album dal titolo Waiting for the Sun, inciso negli studi di registrazione T.T.G. di Hollywood, tra febbraio del 1968 fino al completamento dell’album avvenuto nel maggio del 1968, tra le canzoni prese in considerazione per essere incluse nel disco e poi escluse figurano Gloria di Van Morrison e la lunghissima composizione teatrale di Jim Morrison Celebration Of The Lizard, che per la pubblicazione ufficiale bisognerà aspettare la realizzazione dall’album live del 1970 Absolutely Live, mentre in Waiting For the sun verrà inclusa una parte della composizione, intitolata Not To Touch The Earth. Nel Marzo del 1968 i Doors decidono di avviare la produzione di un film documentario chiamato Feast Of Friends[18] costituito da spezzoni di concerti inframmezzati da riprese della band dietro le quinte e in tournèe. Le riprese iniziano durante il tour nell’aprile 1968 e si concludono con il concerto finale dei Doors prima della partenza del tour Europeo, in programma nel mese di Settembre dello stesso anno. I Tecnici che si occupano della produzione sono amici del gruppo, Paul Ferrara alla regia, Babe Hill al sonoro e Frank Lisciandro curatore. Nello stesso anno i Doors si apprestano a partecipare al loro primo Tour europeo in programma per settembre con destinazione, Inghilterra, Germania, Olanda, Danimarca, e Svezia. La prima tappa è prevista a Londra dove i Doors sono accolti all’aeroporto di Heathrow da una troupe di Granada Television che li seguirà e filmerà per i giorni a venire alla Roundhouse di Londra dove i Doors sono attesi per esibirsi insieme ai Jefferson Airplane nelle serate del 6 e 7 settembre. Entrambi gli show sono ripresi da Granada Television per lo speciale televisivo The Doors are Open mandato in onda per la prima volta il 4 ottobre 1968, e successivamente il 16 novembre su tutto il territorio del regno unito. Il 7 settembre i Doors tengono una conferenza stampa alla ICA Gallery di Londra, filmata e inclusa nello speciale The Doors Are Open[19] (pubblicato nel 1998 in DVD). Mentre, il giorno prima il 5 settembre 1968 i doors partecipano al programma televisivo della BBC Top Of The Pops insieme ai Canned Heat, dove eseguono una versione live del singolo Hello, I Love You[20] numero uno nelle classifiche dei singoli negli Stati Uniti. Il 18 settembre 1968, i The Doors appaiono alle 10 del mattino negli studi della Television-Byen di Gladsaxe, (Copenhagen) per essere filmati, per uno special televisivo che comprende un set di 30:00 minuti che include canzoni come (Alabama Song – Back Door Man – Texas Radio & The Big Beat (The Wasp) – Love Me Two Times – When the Music’s Over – The Unknown Soldier) dove saranno visti in gran parte dell’europa (Performances realizzata nel DVD The Doors Soundstage Performances nel 2002). Terminano il loro tour europeo il 20 settembre in Svezia con due concerti registrati e trasmessi per intero in diretta dalla stazione radio di Stoccolma Radiohuset, dopo di che insieme al loro entourage fanno ritorno a Londra e poi volano a Los Angeles, mentre Jim Morrison e Pamela Courson rimangono a Londra (all’Hotel Belgravia) fino al 20 ottobre.

1969-71 [modifica]

L’incidente di Miami
Un Disegno su carta di Jim Morrison

Il 24 Gennaio 1969, i Doors si esibiscono nell’arena del Madison Square Garden di New York, per un concerto che registra il tutto esaurito, con una stupenda performance, dimostrando una grande prova di maturità e di compattezza del gruppo.

La settimana di Pasqua fuori Palm Springs, (CA) Jim Morrison insieme al team di FOF (Paul Ferrara alla regia, Babe Hill al sonoro e Frank Lisciandro curatore) filmano su pellicola a colori da 35 mm HWY: An American Pastoral (1969), il film diretto da jim Morrison. Il film racconta il vagabondaggio assassino di un autostoppista che dal deserto si dirige a Los Angeles. Purtroppo il film non verrà mai ultimato e di conseguenza pubblicato ufficialmente (anche se all’epoca venne proiettato in molti film festival e riscosse ottime recensioni). La versione del film che veniva proiettata all’epoca è della durata complessiva di 52:00 minuti, anche se esistono moltissime scene tagliate che non compaiono nella versione originale.

Immediatamente dopo, tuttavia, ha il via la parabola discendente, dovuta soprattutto alla dipendenza di Morrison da alcool e droghe varie, che influenzarono non poco le registrazioni, se non addirittura le esibizioni dal vivo: basti a tal proposito, ricordare i concerti di New Haven o di Colonia, con Morrison arrestato per disordini e oscenità, o letteralmente stramazzato sul palco. Il culmine fu raggiunto dal concerto che i Doors tennero a Miami il 1 marzo del 1969 quando, in preda a droghe e con spirito provocatorio, Morrison avrebbe mostrato i genitali al pubblico. Ray Manzarek, riguardo al presunto gesto di Morrison, ha sempre smentito l’accaduto, affermando che lui quella sera era proprio vicino a Morrison e non accadde niente di tutto ciò, e lo stesso Jim Morrison ha sempre sostenuto la sua innocenza. In realtà, non si è mai realmente chiarito quanto avvenne quella notte, tanto che ancora oggi la discussione su questo argomento è ancora aperta.[21]

A seguito di ciò, tuttavia, Morrison subì un processo, e venne liberato su cauzione, ma l’immagine della band ne uscì gravemente macchiata, al punto che furono annullati tutti i concerti che i Doors avevano iniziato in quel periodo. In seguito a ciò decisero di comune accordo di non partecipare al Festival di Woodstock[22] ritenuto dalla band uno spazio molto vasto per la loro esibizione e che diminuiva notevolmente l’energia e l’intimità che ambienti più raccolti sono invece ingrado di dare.

The Soft Parade
Robby Krieger con la sua chitarra Gibson SG

In questo clima viene dato alle stampe il quarto album della band The Soft Parade che rispetto ai precedenti non ottiene il successo sperato, il cambio di direzione musicale e l’inserimento nelle sezioni musicali di orchestre e strumenti a fiato non fanno altro che indebolire la musica che i fan dei Doors erano abituati ad ascoltare nei primi dischi. Il primo singolo estratto dall’album è Touch Me scritta da Robby Krieger che si piazza alla posizione numero 3 nella classifica dei singoli, mentre l’album raggiunge la posizione numero 6. In aprile del 1969 i Doors partecipano al programma televisivo della PBS Critique diviso in due parti, il primo giorno, il 28, viene dedicato alla performances live dove i Doors eseguono canzoni vecchie, tratte dagli album precedenti e materiale nuovo dall’album The Soft Parade, il secondo giorno, il 29, invece vengono intervistati da Richard Goldstein, mentre il 14 giugno ritornano a esibirsi all’Auditorium Theatre di Chicago.

I Concerti All’Aquarius Theatre Di Hollywood

Nel luglio 1969 i Doors, dopo le sfortunate conseguenze di Miami, fanno definitivamente ritorno sulle scene musicali con due serate all’Aquarius Theatre di Hollywood offrendo al pubblico di Los Angeles una delle migliori e più energiche performances musicali che la città abbia mai ospitato. Le due performances del giorno 21, più le prove del 22, dal titolo Live at the Aquarius Theatre: The First Performance, Live at the Aquarius Theatre: The Second Performance e Backstage and Dangerous: The Private Rehearsal, vengono registrate e messe in archivio, fino alla data di realizzazione avvenuta nel 2002 tramite l’etichetta Bright Midnight Archives creata appositamente dai Doors per la pubblicazione di performances storiche.

Il 13 settembre 1969 I Doors partecipano al Toronto Rock and Roll Revival festival[23], ad attenderli ci sono più di 22.000 persone, insieme ad artisti del calibro di Whiskey Howl, Junior Walker and the All Stars, Cat Mother and the All Night News Boys, Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Bo Diddley, Chicago, Alice Cooper, Tony Joe White, Little Richard, Gene Vincent, John Lennon e Yoko Ono, che si esibiscono con la Plastic Ono Band con Eric Clapton alla chitarra, mentre Lennon presenterà anche il festival filmato dalla D.A. Pennebaker film, pubblicato con il nome Sweet Toronto.

Morrison Hotel & Absolutely live

Con la pubblicazione del quinto album Morrison Hotel i Doors abbandonano il progetto intrapreso con l’album The soft Parade e non fanno altro che tornare alle loro radici e al sound grezzo di garage blues band e ottengono migliori risultati con canzoni come You Make Me Real/Roadhouse Blues, mentre l’album raggiunge la posizione numero 4[24].Nello stesso anno esce il primo disco Live del gruppo e cioè Absolutely Live inciso durante il Roadhouse blues tour con concerti registrati tra luglio 1969 a maggio 1970 durante i seguenti Show (Aquarius Theatre, Hollywood 21/07/1969, Felt Forum Arena, New York 17/18/01/1970, Boston Garden Arena, Boston 10/04/1970, Philadelphia Spectrum Arena, Philadelphia 1/05/1970, Pittsburgh Civic Arena, Pittsburgh 2/05/1970 e Cobo Hall Arena, Detroit 8/05/1970). Nell’ estate del 1970 i Doors continuano a suonare nelle grandi arene, il 5 Giugno faranno tappa a Seattle, il 6 Giugno a Vancouver insieme al Bluesman Albert King, che a metà scaletta si unirà con i Doors sul palco suonando la chitarra in molte canzoni (entrambi i concerti vengono registrati e trasmessi dalle stazioni radio di Seattle e Vancouver e posti in archivio), esistono molte registrazioni bootleg di questi concerti, che non sono mai stati pubblicati ufficialmente, solo alcune tracce appaiono nel The Doors Box Set del 1997. Nell’agosto del 1970 i Doors partecipano in quello che spesso viene definito l’ultimo dei grandi festival e cioè quello dell’ isola di Wight, per un totale di cinque giorni di musica e con un pubblico che si aggira intorno tra le 600.000 alle 700.000 persone e dove vi presero parte artisti del calibro di Jimi Hendrix, The Who, Miles Davis, Emerson, Lake & Palmer, Jethro Tull, Free, Joni Mitchell, Joan Baez, Ten Years After, Sly & The Family Stone, e tanti altri artisti, documentato nel film di Murray Lerner Message To Love: The Isle Of Wight festival dove sono presenti due video dei The Doors When The Music’s over e The End (pubblicato il 21 febbraio 1997 in DVD) per Jim Morrison e Jimi Hendrix saranno gli ultimi concerti prima della loro scomparsa, per il primo sarà l’ultimo in Europa, mentre per il secondo sarà uno degli ultimi prima della sua morte avvenuta due settimane dopo l’esibizione al festival dell’ Isola di Wight.

Gli ultimi concerti, Dallas e New Orleans
Ray Manzarek in azione nel 2003

Dopo la svogliata esibizione al festival dell’ Isola di Wight e sul finire del 1970 i Doors decidono di esibirsi a Dallas e New Orleans per Jim saranno gli ultimi concerti in vita. Durante l’esibizione di New Orleans accadde l’imprevisto: Morrison era talmente ubriaco e spossato, per via delle vicende del processo di Miami, che iniziò a saltare intere strofe di canzoni finché, improvvisamente, si accasciò sull’asta del microfono come una marionetta cui abbiano di colpo allentato i fili. Ray Manzarek, a proposito dell’incidente, affermerà di aver avuto l’impressione che le energie di Jim si fossero esaurite di colpo. I Doors decisero allora di prendersi una pausa di riflessione e di smettere per un po’ di suonare in giro e concentrarsi sul lavoro in studio, mentre Jim, insieme alla compagna Pamela Courson, decidono di trasferirsi a Parigi non appena terminate le incisioni dell’ultimo album in lavorazione, cioè L.A. Woman.

L.A. Woman

L’ultimo album in studio con Morrison ancora in vita è L.A. Woman che è sicuramente da considerarsi l’album più blues dell’intera produzione ed è il testamento spirituale della band, le registrazioni iniziano verso la fine del 1970 e si protraggono fino al completamento dell’album avvenuto in aprile del 1971, i singoli estratti dall’album furono, Love her Madly e Riders on the Storm, che si piazzarono rispettivamente alla posizione 11 e 14 nelle classifiche dei singoli, mentre l’album raggiunse la posizione numero 9. A questo punto Jim, avendo portato a termine il suo impegno con la casa discografica Elektra si sentì libero da qualsiasi vincolo contrattuale, e decise con la sua compagna Pamela Courson prima di partire per un viaggio in Marocco e poi di stabilirsi a Parigi.

Parigi Atto Finale
La tomba di Jim Morrison al cimitero Père Lachaise di Parigi

Il 3 luglio del 1971, Morrison morì in circostanze mai del tutto chiarite; il suo corpo venne ritrovato privo di vita nella vasca da bagno del suo appartamento a Parigi, in Rue Beautrellis, 7. Si concluse che fosse morto per arresto cardiaco, anche se successivamente venne rivelato che nessuna autopsia venne effettutata prima che il corpo di Morrison fosse sepolto al cimitero Père Lachaise di Parigi.

La sua morte rimane avvolta nel mistero, visto che nessuno – oltre alla sua fidanzata e al suo dottore – ha mai visto il corpo di Jim Morrison. Per evitare un continuo via vai di fotografi, persone importanti e gente comune, si decise per una cerimonia funebre semplice all’interno del cimitero Père Lachaise alla quale erano presenti Pamela, Bill Siddons e al massimo altre 4 o 5 persone. La scomparsa di Morrison avvia così due movimenti: quello delle migliaia di fan che annualmente recano visita alla sua tomba in un cimitero di Parigi e quello, contrario, di coloro che credono che il cantante-mito sia vivo e vegeto a godersi la sua strana vita in qualche remoto angolo di mondo.

La morte di Jim Morrison avvenuta all’età di 27 anni, va così ad aggiungere al cosiddetto Club 27[25](che indica gli artisti deceduti all’età di 27 anni) che comprende artisti come Brian Jones nato a Cheltenham il 28 febbraio 1942 e morto a Hartfield, il 3 luglio 1969, Jimi Hendrix nato a Seattle il 27 novembre 1942 e morto a Londra, il 18 settembre 1970, Janis Joplin nata a Port Arthur il 19 gennaio 1943 e morta a Los Angeles, il 4 ottobre 1970 e Kurt Cobain nato ad Aberdeen il 20 febbraio 1967 e morto a Seattle, il 5 aprile 1994.

Dopo La Morte Di Jim Morrison

Other Voices & Full Circle

Gli altri membri del gruppo continuarono nell’attività artistica ed incisero altri due album, Other Voices e Full Circle, senza però riscuotere gli stessi successi avuti con Morrison. Quindi si sciolsero, cercando di intraprendere carriere soliste per conto proprio. Sia Other Voices che Full Circle, non sono mai stati pubblicati ufficialmente in CD dalla Elektra in US, ma solo come bootlegs in un unico CD prodotto dalla BUTTERFLY PRODUCTIONS, in Germania e dalla CDMAXIMUM in Russia.

An American Prayer

Il Terzo album post-Morrison, An American Prayer fu realizzato nel novembre 1978, i tre Doors superstiti si riunirono per la registrazione di questo album, realizzato sovrapponendo la voce di Jim Morrison tratta da una registrazione perlopiù di poesie declamate dal cantante nel 1970 alle musiche composte per l’occasione. L’album raggiunse un notevole successo di vendite che negli anni a venire si è aggiudicato il disco di platino.[26]

Legacy

* Nel 1979 il regista cinematografico Francis Ford Coppola utilizza la celeberrima canzone The End per il suo famosissimo Apocalypse Now, film capolavoro sulla guerra del Vietnam con Martin Sheen e Marlon Brando tra gli attori del cast.

* Nel 1980 Jerry Hopkins e Danny Sugerman realizzano la biografia su Jim Morrison No One Here Gets Out Alive che diventa un bestseller.

* Nel 1983 i rimanenti Doors realizzano Alive, She Cried una collezione di performances live e pubblicano il singolo Gloria che si piazza alla posizione numero 71, mentre l’album diventa disco d’oro.

* Nel 1991 il regista Oliver Stone gira The Doors, un film molto criticato dai fans del gruppo ma che ha contribuito nei più giovani a rinfocolare la passione per la musica della band. Val Kilmer interpreta Jim Morrison mentre Meg Ryan è la sua fidanzata Pam. Ray Manzarek critica aspramente il film di Stone nel suo libro Light My Fire, la mia vita con Jim Morrison, definendolo un’esagerazione grottesca per l’errata interpretazione del superuomo di Nietzsche e per aver fatto apparire Morrison come un fascista, accusando lo stesso Stone di latente antisemitismo.

* Nel 1993, Ray Manzarek, John Densmore, e Robby Krieger si riuniscono per essere introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame. Eddie Vedder, cantante dei Pearl Jam introduce la cerimonia di ingresso e canta con i Doors tre performances live Roadhouse Blues, Break On Through (To the Other Side), e Light My Fire.

* Nel 2001, Ray Manzarek, John Densmore e Robby Krieger si riuniscono per partecipare alla performances della serie televisiva VH1 Storytellers,tra i cantanti scelti per partecipare al programma figurano Ian Astbury dei The Cult, Scott Stapp dei Creed, Scott Weiland dei Stone Temple Pilots, Perry Farrell dei Jane’s Addiction, Pat Monahan dei Train e Travis Meeks dei Days of the New, che in seguito verrà pubblicata in DVD con il titolo (The Doors VH-1 Storytellers the doors: a celebration).

The Doors of the 21st Century (2002-Presente)

Angelo Barbera, Ray Manzarek, Robby Krieger e Ty Dennis – The Doors of the 21st Century

Nel 2002, Ray Manzarek e Robby Krieger formano un nuovo gruppo chiamato The Doors of the 21st Century. La formazione prevedeva come cantante Ian Astbury, con Angelo Barbera al basso e Stewart Copeland dei Police alla batteria, che in seguito verrà rimpiazzato da Ty Dennis, mentre Densmore si chiama fuori dal progetto. Il gruppo partecipa ad una nuova serie di concerti e registra e realizza nel 2003 il DVD The Doors of the 21st Century: L.A. Woman Live.

Nel 2005, in seguito ad una causa portata avanti da John Densmore nei confronti dei due ex compagni Manzarek e Krieger che nel frattempo continuavano a farsi chiamare The Doors, Densmore riesce a vincerla e ad ottenere che il gruppo formato dai due compagni non potrà più usare la sigla e farsi chiamare “D21C”; a questo punto Manzarek annuncia un nuovo nome per il gruppo chiamato Riders On The Storm.

Il 16 febbraio 2007, Ian Astbury lascia i Riders on the Storm, e si riunisce con la sua vecchia band The Cult.

Nel marzo 2007, Scallions viene scelto come cantante per i Riders on the Storm in sostituzione di Ian Astbury, nel progetto formato dai membri rimanenti dei The doors figurano Robby Krieger e Ray Manzarek.

Il 20 aprile 2008 i membri dei The Doors Manzarek e Krieger si recano in Ecuador nella capitale della città di Quito per continuare a celebrare i 40 anni di esistenza con un concerto di riunione. I due si presentano e suonano con il nome “Riders On The Storm” con Ty Dennis alla batteria e Phil Chen (che aveva già suonato con Robby e John Densmore nella The Butts Band) suona il basso.[27]

Nell’agosto, 2008, la Corte Suprema della California decide che Krieger e Manzarek non potranno più usare il nome “The Doors” in esibizioni e concerti dal vivo.[28]

Nel febbraio, 2009, Ray e Robby decidono di andare in tour usando il nome “Ray Manzarek e Robby Krieger dei The Doors.”

Nel luglio, 2009, suonano al “Gathering of the Vibes” festival nel Conneticut, mentre ad Ottobre al “Under Jam” nel Neve, Nevada. Nel tour figura l’originale batterista John Densmore.

Nuovo materiale d’archivio

Nel 1997, I The Doors pubblicano il primo Box Set, composto da registrazioni d’archivio mai pubblicate ufficialmente[29], il box è formato da 4-CD + un libro con annotazioni e foto sulla band, il primo comprende una selezione di brani (Demo – Live – versioni alternative – Outtakes) che vanno dal periodo 1965 – 1970, dove troviamo per la prima volta la composizione Rock is Dead registrata nel 1969, il secondo da materiale esclusivamente live e cioè Live in New York 1970, registrazione effettuata il 17 e 18 gennaio 1970 in occasione delle due serate al Felt Forum di New York, il terzo invece da registrazioni del periodo 1965 – 1971, è composto da una selezione di brani (Demo – Live – Outtakes), mentre il quarto è un greatest hits composto da materiale pubblicato in precedenza con brani scelti dai tre Doors. Nel Novembre del 2000, i Doors annunciano la creazione di una nuova etichetta la Bright Midnight Records, con 36 albums e 90 ore di materiale mai realizzato dell’ era Morrison da realizzare in CD. Il lancio della Bright Midnight Records, iniziò con la pubblicazione del CD The Bright Midnight Sampler[30]un album compilation Live dei Doors pubblicato in USA che è l’equivalente del CD pubblicato in europa dal titolo Bright Midnight: Live in America. Registrato tra luglio 1969 ad agosto 1970 e contiene varie registrazioni di concerti eseguiti negli USA e presenta un estratto del materiale d’archivio registrato live, che la band pubblicherà negli anni a venire con l’etichetta della Bright Midnight Archives. Il secondo invece è un doppio CD Live in Detroit[31], registrato alla Cobo arena l’ 8 maggio 1970 e pubblicato nel 2000. Le altre pubblicazioni che i Doors pubblicheranno negli anni a venire sono: Live at the Aquarius Theatre: The First Performance[32], Live at the Aquarius Theatre: The Second Performance[33] e Backstage and Dangerous: The Private Rehearsal[34], registrate all’Aquarius Theatre di Hollywood il 21 e 22 luglio 1969 e pubblicate nel 2001 e 2002. Nel 2001 i Doors pubblicano: No One Here Gets Out Alive[35], un box set, costituito da 4 CD, ed è una sorta di documentario radiofonico condotto da L.A. DJ Jim Ladd, inframmezzato da spezzoni di canzoni già edite con interviste ai doors che raccontano la storia della band, esso si ispira al famosissimo libro e documentario di Jerry Hopkins e Danny Sugerman No One Here Gets Out Alive. Inizialmente il box fu realizzato in edizione limitata di 150 copie in vinile mentre successivamente dai vinili originali è stato riversato in CD e ne hanno rimasterizzatto digitalmente più copie. Nel 2003 è la volta di Boot Yer Butt[36] 4-CD set comprendente materiale esclusivamente bootlegs del periodo 1967 – 1970. Nel 2005 i Doors pubblicano Live in Philadelphia ’70[37], 2-CD set, che comprendono il concerto di Philadelphia registrato il 1 maggio 1970 allo Spectrum arena di Philadelphia. Nel 2007, pubblicano Live in Boston 1970[38], 3-CD set che comprendono il concerto registrato a Boston il 10 aprile 1970. Nel 2008 vengono pubblicati Live in Pittsburgh 1970[39] e il più recente Live at The Matrix 1967[40] 2-CD set registrato il 7 e 10 marzo 1967 al Matrix Club di San Francisco. Tra le tante registrazioni in possesso dei Doors mai pubblicate ufficialmente troviamo (i due concerti di Stoccolma del 20 settembre 1968 registrati dalla stazione radio di Stoccolma Radiohuset, il concerto di Seattle del 5 giugno 1970, il concerto di Vancouver del 6 giugno 1970, il concerto di Bakersfield registrato alla Bakersfield Civic Auditorium il 21 agosto 1970, il concerto dell’ Isola di Wight 1970, il concerto all ‘Hollywood Bowl 1968 mai pubblicato integralmente in CD solo in DVD omettendo le canzoni Hello, I Love You e parte di Spanish Caravan e il concerto al Felt Forum di New York del 17 e 18 gennaio 1970 che i Doors registrarono in previsione della pubblicazione di un album live che sarebbe diventato Absolutely live. Nel 1999 i Doors pubblicano il secondo box set The Complete Studio Recordings composto da 6-CD + Essential Rarities, escludendo (Other Voices – Full Circle – An American Prayer), nel gennaio 2006 i Doors pubblicano Love/Death/Travel Box Set che consiste in 3 CD + 1 DVD di materiale già edito (solo per collezionisti)[41]. Il 21 novembre 2006 i Doors celebrano il 40 TH Anniversary pubblicando il cofanetto Perception[42]composto da 6-CD + 6-DVD in 5.1 Surround sound mixes (prodotto e mixed da Bruce Botnick) in 96 kHz/24-bit LPCM, Dolby Digital, e DTS con 2 video per ogni DVD già editi, l’unico inedito è presente in L.A. Woman (Crawling king Snake). I dischi sono accompagnati da libricini con foto e nuove annotazioni di Botnick, continuando ad omettere Other Voices – Full Circle – An American Prayer, il box comprende i 6 album tradizionali, con aggiunta di materiale outtakes, prove e dialoghi in studio.

When You’re Strange
Un murales dedicato a Jim Morrison a Venice Beach

Verso la fine del 2008 viene annunciato da Ray Manzarek un nuovo progetto che prevede un nuovo documentario sulla vera storia dei Doors, in veste di regista se ne occuperà Tom DiCillo mentre Peter Jankowski sarà il produttore, il film in uscita nel 2009 si chiamerà When You’re Strange[43] ed ha il compito di far venire alla luce il vero Jim Morrison, con filmati mai visti prima, Manzarek a riguardo si è espresso dicendo che il film sarà il vero anti-Stone riferito al film The Doors di Oliver Stone, pellicola nella quale Manzarek e gli altri membri della band non si sono mai rispecchiati. Il film dovrebbe essere incentrato sulla figura di Jim Morrison con molte immagini del periodo 1965-1971, Tom DiCillo ha visionato oltre dieci ore di pellicola, cercando di montare il tutto, scegliendo il meglio del materiale con immagini inedite anche del periodo pre-Doors, molto del materiale è stato prelevato dai due film dell’ epoca dei Doors e cioè Feast Of Friends e HWY, con molte delle immagini assolutamente inedite (quelle escluse dai due film all’ epoca, il materiale così detto Outtakes) mentre la prossima estate dovrebbe uscire la colonna sonora del film When You’re Strange realizzata dalla Rhino Records. La prima del film è prevista per il 17 gennaio 2009 al Sundance Film Festival di Park City, Utah e successivamente vi sono ottime possibilità che venga proiettato anche al Festival del film di Berlino a Febbraio, mentre la data di pubblicazione del film in DVD è ancora incerta, si spera per la prossima estate.

Formazione The Doors e la relativa lineups The Doors Origini
(Luglio 1965-Settembre 1965)

* Jim Morrison – Voce
* Ray Manzarek – Tastiera, voci
* John Densmore – Batteria
* Rick Manzarek – Chitarra
* Jim Manzarek – Armonica
* Pat Sullivan – Chitarra Basso

(Ottobre 1965–Luglio 1971)

* Jim Morrison – Voce
* Robby Krieger – Chitarra
* Ray Manzarek – Tastiere, Tastiera Basso, voci
* John Densmore – Batteria, percussioni

Bob Marley

12 agosto 2009

Photobucket « Sono una persona libera perché non sono stato educato, altrimenti sarei stato uno schiavo anche io »
(Bob Marley)
« I soldi non possono comprare la vita »
(Bob Marley)
Robert Nesta “Bob” Marley (Nine Mile, 6 febbraio 1945 – Miami, 11 maggio 1981) è stato un cantautore, cantante, chitarrista reggae giamaicano.
È considerato il più importante musicista reggae di sempre, ed ha avuto il merito di rendere popolare il genere fuori dalla Giamaica. Grazie alla sua opera, un mese dopo la morte fu insignito del prestigioso Jamaican Order of Merit. Molte delle sue canzoni parlano delle lotte dei poveri e degli emarginati dal potere.
La sua attività ebbe inizio nel 1964 suonando nella band The Wailers, dopo lo scioglimento della band avvenuto nel 1974 suona come Bob Marley and The Wailers assieme ad alcuni musicisti di sostegno.